;ATTIVITA';

LA SCUOLA DELLA CARTA WASHI

In questi giorni si è svolta un’altra edizione della scuola della carta washi. E’ sempre Stephan Koehler l’animatore di questa laboriosa ma altrettanto affascinante impresa, che fa rivivere a Villa Agostini, il sentito ricordo di Kiyoji Yamamoto, maestro washi. Questa volta il lavoro è stato più semplice, perché per la piccola produzione a fini didattici è stata utilizzata della fibra di gelso Kozo, preparata in precedenza e congelata. La squadra è ormai rodata alla perfezione, infatti in assoluta sincronia ha allestito il laboratorio con la vasca per la fibra di gelso, l’acqua e la colla di ibiscus, il torchio, l’essiccatoio e altri attrezzi in legno.

Al ritmo dei martelli di legno che riducono in poltiglia la fibra vegetale, ciascuno si alterna nella fase cruciale della lavorazione, si immerge il telaio in bambù nella vasca e con una serie di movimenti ondulatori, una sorta di danza, si dispongono le fibre di gelso, formando una trama e un ordito stratificati. Il rituale della carta washi si ripete, da un caos di fibre vegetali sospeso nella soluzione acquosa della vasca, si creano fogli di carta di qualità superiore,

Auguri di Buon Natale da Villa Agostini!

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LE PROVE DI “JAZZER COMBO” A VILLA AGOSTINI

La prevendita dei biglietti per assistere al film di animazione “Block Jazzer Combo” inserito nella rassegna Feltre Jazz Festival 2011, era già chiusa da un pezzo. Sabato 17 settembre arrivarono a Villa Agostini, a poche ore dalla rappresentazione prevista al Teatro de la Sena, Pierre Bourrigault, il cantante Stephan Rom e i musicisti Lorenzo Tomio, Roberto Durante e Alberto Vianello. L’ultimo lavoro di Pier e Lorenzo è un film di animazione musicato dal vivo che intreccia jazz e immagini prodotte da artisti visivi.

Nel salone principale della villa, si organizza la proiezione del film e la sessione di prove della musica. Si controlla l’ultimo montaggio dei filmati, mentre i musicisti cercano la coordinazione con i tempi del film. Stephan Rom prova la canzone “Ill Wind” (Harold Arlen, Ted Koehler - 1933), accompagnato dal pianoforte di Roberto Durante. Le prove impegnano il gruppo l’intero pomeriggio, soprattutto per ottimizzare gli stacchi tra un filmato e l’altro e per rendere l’interpretazione musicale il giusto contrappunto all’animazione.

Verso sera la sessione si conclude, i ragazzi hanno fatto un buon lavoro, sono piuttosto soddisfatti. Certo ci sarebbe ancora da fare ma “Block Jazzer Combo” più che uno spettacolo è un laboratorio per video artisti e musicisti, dove incontrarsi per lavorare alla sua evoluzione, insomma un tenero germoglio verde libero di modificarsi, di crescere come del resto il rapporto tra gli artisti.

 “Lo scopo principale in questo progetto è sperimentare, sia in ambito musicale sia visivo  – dice Pierre Bourrigault – e il jazz permette meglio l’esplorazione di nuove combinazioni sia musicali sia visive, è un genere musicale che lascia molta libertà! Non faremo del jazz classico. Il nostro tentativo è quello di far reagire i disegni insieme alla musica. La parte visiva non si presenta dunque come una semplice illustrazione della partitura musicale. Ciò che ne deriva è un’altra opera artistica che nasce dall’interazione stretta fra musica e video. Il musicista crea una storia con i suoi strumenti, così come il disegnatore attraverso le immagini, e sono queste due storie ad interagire, creando insieme un fecondissimo terreno di sperimentazione. Proprio dall’interazione tra disegni e musica possono nascere nuove forme espressive tutte da esplorare, terreni fertili per l’ispirazione artistica. Non è un caso che le invenzioni più originali nell’ambito dell’animazione negli ultimi tempi si vedono sempre più spesso nei videoclip”.

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“LUOGHI DI VALORE”

Il concorso “Luoghi di valore” ideato ed organizzato dalla Fondazione Benetton Studi e Ricerche, si affianca idealmente alla campagna di attenzione verso un luogo del mondo, denominata “Premio internazionale Carlo Scarpa per il Giardino”. La rassegna premia in ambito locale i paesaggi, i giardini, gli spazi aperti nei quali, come si legge nel regolamento, “la condizione dei patrimoni di natura, di memoria e di invenzione, sia tale da contribuire alla elevazione della cultura, del gusto, della qualità della vita della persona e delle comunità che li abitano o il visitano”.

La prima edizione del concorso, svolta nel 2007, alla quale ha partecipato Villa Agostini Tiretta, riguardava luoghi di valore situati nel territorio della provincia di Treviso. Le schede predisposte dal pubblico, complete di brevi relazioni e fotografie, sono state da prima, verificate da una Commissione nominata dalla Giuria del “Premio Internazionale Carlo Scarpa”, per poi essere valutate, in ultima istanza, dalla Giuria medesima. Il parco di Villa Agostini Tiretta, figurava tra i centoquaranta luoghi di valore prescelti dal pubblico. Il 2 agosto del 2007, in un pomeriggio particolarmente assolato, la delegazione del concorso, guidata dall’arch. Domenico Luciani e dalla dott.ssa Simonetta Zanon, coordinatrice del progetto, ha passeggiato nel parco, attraversando il giardino delle piante aromatiche ed il viale fiaccheggiato da un insieme armonico di alberi secolari: carpini, cedri, faggi, magnolie, platani, querce, tassi e tigli. Ristorati dall’ombra del parco la delegazione ha ammirato, da diverse angolazioni, le imponenti alberature, la villa, l’oratorio e la campagna circostante.
La Giuria della prima edizione del concorso era composta da Carmen Añòn, Domenico Luciani, Monique Mosser, Ippolito Pizzetti, Lionello Puppi.

Comunicato della Giuria del 20 ottobre 2007
“La giuria del Premio internazionale Carlo Scarpa per il Giardino e del concorso Luoghi di valore ha esaminato i materiali inviati per motivare e illustrare le centoquaranta segnalazioni, esposti nella mostra in corso negli spazi aperti di Palazzo Bomben cura della Fondazione Benentton Studi e Ricerche.(…) Tutti i luoghi segnalati, osservati e descritti con lo sguardo interno di chi ci vive o ci lavora, divengono, nella loro estrema varietà di forme, di dimensioni, di caratteri, materiali indispensabili a portare più avanti la conoscenza delle esigenze, dei linguaggi, dei gusti della comunità, e per questa via a creare condizioni più avanzate per la salvaguardia e la valorizzazione dei nostri luoghi, per la qualità della vita, per le prospettive future delle nuove generazioni. La giuria affida – all’oasi di pediatria – dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso il compito di mascotte dei luoghi di valore, portabandiera di quelli già segnalati e portafortuna di quelli che lo saranno.”

Salviamo Villa Agostini! Difendiamo i luoghi di valore!

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IL VENETO DI GIGI BONFANTI A VILLA AGOSTINI

Nell’ottobre del 2006, Villa Agostini ha ospitato la tappa conclusiva del IX raduno R.I.A.R. dedicato a Gigi Bonfanti. I partecipanti dopo aver guidato le loro splendide Alfa-Romeo per le strade di Bassano, hanno finalmente dato un po’ di libertà ai loro cavalli a vapore, percorrendo la Valsugana e scalando il Monte Grappa. Il Giorno successivo, domenica 15 ottobre, verso le 10 del mattino, la consueta quiete delle Colombere è stata improvvisamente interrotta dalla sinfonia dei 6 cilindri Alfa. Grazie alla preziosa collaborazione del personale volontario del Comune di Giavera del M.llo e della Protezione Civile, la parata di auto storiche é transitata in Cusignana, ha attraversato la piazza della Pieve per imboccare via Colombere.

Gli equipaggi a bordo delle loro splendide vetture hanno varcato l’ingresso monumentale di Villa Agostini, per occupare lo schieramento nel parco. Tra i numerosi partecipanti, molti conoscevano personalmente Gigi Bonfanti, antesignano del collezionismo di auto storiche in Italia ed in Europa. Un amore nato nel secondo dopo guerra, che gli consentì di conoscere tutti i segreti dei modelli Alfa-Romeo dalle origini del prestigioso marchio. Gigi amava la tecnica, nella sua Officina tuttora in attività, restaurava i bolidi del Biscione come fossero creature. Potevano entrare anche dei relitti, che dopo accurate ricerche e sapienti lavorazioni, ne uscivano esemplari perfetti. Restaurati nell’anima, il loro motore 4, 6 o 8 cilindri riprendeva a suonare come un violino e nel corpo, facendo sfoggio di carrozzerie in allumino mozzafiato, cromature e interni curati da far sembrare le automobili moderne ben poca cosa.

Sandro, Enrico Agostini e Gigi Bonfanti erano grandi amici, legati da questa e altre passioni. L’ingresso delle vecchie Alfa nel parco di Villa Agostini e il successivo schieramento è stato per tanti partecipanti un momento di grande intensità. Una bellezza, ammirare nel viale della villa, una accanto all’altra, l’Alfa-Romeo 6C 1750 GS di Sandro ed Enrico e la 6C 2300 Mille Miglia di Gigi.


Nella giornata di festa, il pubblico ha ammirato altri modelli gloriosi Alfa-Romeo: le 6C 2500 Sport e Super Sport, le 1900 Sprint, Super Sprint e T.I., le Giulietta Berlina, Coupe, Spider e Sprint Veloce, una Giulia GTA stradale e altre splendide vetture.

Le protagoniste della giornata hanno dovuto cedere la scena alle sinfonie di Schumann, magnificamente interpretate da Gabriele Maria Vianello nel salone della villa. L’esibizione che secondo il programma doveva svolgersi in circa venti minuti, a suon di bis, generosamente concessi da Gabriele Maria, si è protratta fino all’ora degli aperitivi. Gli equipaggi ed il pubblico si sono, perciò riversati in barchessa per il pranzo.

Piatto forte della colazione è stato il vitello cucinato alla maniera gitana da Vasco.

Nel primo pomeriggio, le signore, previo uno scrupoloso allenamento, si sono sfidate nella gara di go-kart nel campo adiacente il parco. La pista preparata per l’occasione in terra battuta, ha regalato quell’atmosfera caratteristica delle gare affrontate dai pionieri dell’automobile. Ad eccezione di qualche sobbalzo, spettacolari testacoda e gran nuvole di polvere, l’accesa sfida si è conclusa regolarmente. La vincitrice ahìnoi smemorati, non riceverà gli onori della cronaca, perché non ricordiamo il suo nome.

Le libagioni e la musica hanno allietato gli ospiti fino a sera, quando si è svolta la cerimonia conclusiva con la consegna del IX trofeo “il Veneto di Gigi Bonfanti” a Matilde Agostini.

Un saluto affettuoso agli Amici del R.I.A.R.

Salviamo Villa Agostini!

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Il RESTAURO DELLA CAMERA DEI PUTTI NERI E LA MANUTENZIONE DELLA FACCIATA

Di Marco Masobello DIEMMECI

Durante la rimozione di un tessuto da parati in una camera da letto, gli Agostini ci incaricarono di eseguire dei saggi stratigrafici sulle pareti. Le prove iniziali evidenziarono delle tracce di decorazione. A seguito di ciò, furono avviate le consuete richieste volte all’ottenimento delle autorizzazioni, corredate dal nostro progetto d’intervento.

Questo restauro è stato progettato ed eseguito dalla DIEMMECI in collaborazione con la restauratrice Enrichetta Emo Capodilista.

Le decorazioni erano occultate da scialbature a calce e strati di intonaco. Sulle pareti erano stati applicati dei listelli in legno per sostenere i tessuti da parati.

Dopo la rimozione degli elementi lignei, si è incominciata la rimozione degli intonaci sovrammessi e delle scialbature. Le operazioni sono state eseguite meccanicamente con bisturi e raschietti affilati, sino a rimettere in luce le decorazioni, che spesso erano discontinue e molto degradate.

Le pareti infatti, si presentavano picchiettate per offrire una maggior adesione dei vecchi intonaci. Anche questo aspetto, comportava delle scelte conservative ed estetiche da valutare molto attentamente, anche in funzione dell’uso a camera da letto dell’ambiente.

Una volta ultimata la pulitura, sono state eseguite le operazioni conservative di consolidamento della pellicola pittorica del substrato e dell’adesione al supporto murario.

In seguito allo svolgimento di alcune prove positive, si è deciso di chiudere tutte le mancanze a livello dell’originale per poter eseguire un leggerissimo ritocco ad acquerello e non avere delle continue interruzioni nelle campiture cromatiche. Nelle pareti non è stato necessario applicare alcun protettivo.

La manutenzione della facciata

Trascorsi quattordici anni dal restauro della facciata, si è reso necessario intervenire per eseguirne la manutenzione.

Solitamente i nostri restauri vengono monitorati per operare tempestivamente se opportuno. In questo caso la facciata di Villa Agostini era costantemente mantenuta sotto controllo anche dai proprietari, che in ogni mia visita si soffermavano a controllare lo stato degli affreschi, analizzando scrupolosamente ogni nuova piccola crepa o il leggero calo di tono del nostro intervento conservativo ed estetico del 1992.

Nell’inverno del 2005 abbiamo predisposto il progetto manutentivo che previo il rilascio dell’autorizzazione, DIEMMECI ha eseguito nella primavera dell’anno successivo.

Gli affreschi sono stati spolverati; si è effettuata una pulitura con acqua distillata a tampone con spugne in lattice naturale. Durante quest’operazione nelle zone meno idrofile è stato rimosso il trattamento idrorepellente residuo, per ricreare una buona unità superficiale.

Si sono eseguiti alcuni consolidamenti con relative micro-stuccature, quindi si è rivisto il ritocco estetico delle due scene principali con delle piccole velature ad acquerello, per ricalibrare alcuni scompensi creati dall’abbassamento del ritocco del ‘92.

Il cantiere si è concluso con l’applicazione di un consolidante minerale, silicato di etile, e di un idrorepellente silossanico entrambi applicati a pennello.

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RESTAURI IN VILLA AGOSTINI TIRETTA

Di Marco Masobello (DIEMMECI)

La conoscenza di Villa Agostini Tiretta, straordinaria testimonianza architettonica pre-palladiana, e della famiglia Agostini risale al 1992. In due distinti momenti abbiamo restaurato la facciata affrescata e le travi decorate della barchessa di ponente, quella di destra guardando la villa.
E’datata 2006 un’operazione di manutenzione della facciata, per correggere piccoli difetti comparsi in quel lasso di tempo. Nell’occasione abbiamo eseguito una leggera pulitura della superficie, alcuni ritocchi e una nuova applicazione del protettivo sulle decorazioni molto provate dal tempo.
Internamente nel 2005 durante la rimozione di un tessuto da parati nella camera del putti neri, situata a nord-est del corpo centrale, al primo piano, siamo stati chiamati ad eseguire dei saggi stratigrafici che hanno evidenziato la presenza di decorazioni sotto alcuni scialbi a calce. Il restauro della camera e la recente manutenzione della facciata sono stati gli ultimi interventi eseguiti, mentre si è consolidato un rapporto di reciproca stima con i proprietari. Per un restauratore è appassionate, operare in Villa Agostini Tiretta, luogo così ricco di storia, immerso in un contesto naturalistico di pregio e mirabilmente conservato.

1992 il restauro della facciata

Il primo intervento sulla facciata ha riguardato tutti gli elementi che la costituiscono: intonaco, dipinto, lacune, elementi lapidei e lignei.

La facciata si presentava molto consunta e abrasa; gli interventi passati erano molto evidenti in alcune zone e ormai spariti in altre creando un’evidente scompenso estetico.

In accordo con la Soprintendenza per i Beni Architettonici del Veneto, abbiamo rimosso gli interventi di restauro precedenti, solo dove per decadimento materico o per alterazione, gli stessi non rispondevano più alle esigenze estetiche progettate. Dei restauri passati abbiamo salvato alcune stuccature in affresco che, oltre a non disturbarne la lettura complessiva, testimoniano la storia della loro conservazione nei secoli.

Il lavoro di restauro ha seguito le seguenti fasi:

-  preconsolidamento di intonachino dipinto e della pellicola pittorica;

-  pulitura della superficie e rimozione di ridipinture alterate e stuccature non adeguate;

-  consolidamento di tutta la superficie e del substrato;

-  stuccatura e microstuccatura di tutte le crettature;

-  esecuzione dei neutri nelle mancanze maggiori.

Nella parte bassa dove il bugnato dipinto era quasi completamente mancante, con la tecnica ad affresco e le indicazioni di fotografie storiche, abbiamo riportato le architetture con un “sottotono” in accordo alle attuali cromie della facciata.

Tutte le stuccature sono state eseguite già in cromia per limitare al massimo l’intervento estetico. Quest’ultimo intervento eseguito ad acquerello ha comunque interessato tutta la superficie.

Per questa fase le fotografie storiche e il segno a chiodo ben visibile sono stati fondamentali per poter richiudere piccole lacune o interruzioni dei brani pittorici.

Rilievo del segno a chiodo: particolare della scena di sinistra, guardando la facciata.


Particolare della scena di destra, guardando la facciata: una figura maschile è assisa su un’alta gradinata con una grande ruota, probabile raffigurazione di un carro. Il soggetto rappresentato è narrato nelle metamorfosi di Ovidio (Libro I, vv.452-567).

In quest’operazione le scene sono state studiate dopo aver eseguito dei rilievi delle incisioni a chiodo e l’integrazione pittorica. Come di consueto, non è stato effettuato l’intervento estetico dove vi erano dei dubbi interpretativi.

Il restauro si è concluso con l’applicazione di un idrorepellente per rallentare il degrado inevitabile degli apparati decorativi.

1993 il consolidamento statico della barchessa di ponente

Da diversi anni si era resa necessaria l’installazione di impalcature di sostegno alle capriate decorate del tetto della barchessa di ponente. Si erano verificati cedimenti e abbassamenti preoccupanti delle travi di sostegno, causati dal degrado delle teste che poggiano sul muro nord della barchessa. Il dormiente e le teste delle travi erano completamente deteriorate. Dopo numerosi sondaggi la soluzione scelta, in fase progettuale, é stata quella di sostituire il dormiente e ricostruire le teste in appoggio.

Le operazioni di restauro sono iniziate con la pulitura e il consolidamento delle pregevoli decorazioni a tempera delle travi. L’intonaco che occultava il dormiente è stato staccato – successivamente rimesso in opera e svelinato – per mettere in luce la zona dell’intervento.

Dopo aver puntellato le capriate e aver scaricato i pesi dalle zone perimetrali, si è scoperchiato il tetto per zone, permettendo di operare dall’interno e dall’esterno della barchessa. Si è sostituito il dormiente con un trave antico in rovere, mentre le teste delle travi decorate sono state scarnificate internamente e ricostruite con resine epossidiche, mentre le porzioni delle travi deteriorate sono state consolidate inserendovi dei perni in acciaio. Le teste sono state ricostruite con resine e quarzo, eseguite in opera e collegate alle travi dall’acciaio inserito precedentemente.

Analoghe operazioni sono state eseguite sulla parete sud sovrastante gli archi di accesso alla barchessa, dove il dormiente non è stato sostituito e si è lavorato solo su alcuni elementi.


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IL GIARDINO DEI SAPORI

L’escavazione di terreni agricoli nell’alta provincia di Treviso, produce quasi nella totalità dei casi, ingiustificati impatti sull’ambiente ed il paesaggio, poiché spesso, é autorizzata sulla base di progetti, che prevedono scarsi interventi di ricomposizione, destinati oltretutto a rimanere lettera morta.

Di fronte alla prospettiva che in Giavera del Montello e Povegliano, si potessero autorizzare quattro nuovi siti di cava, destinati ad essere sfruttati anche in assenza di un chiaro impegno volto al loro ripristino ambientale, la proprietà, mettendo a disposizione alcuni terreni agricoli, ha collaborato alla progettazione del Polo unico estrattivo di Giavera del Montello.

La partecipazione a questa attività, a lungo ponderata, ha permesso di raddoppiare le garanzie economiche per il recupero ambientale delle aree interessate e di realizzare una viabilità che evitasse il centro di Giavera del Montello, di Cusignana e la scuola elementare di via Nogariole.

Il progetto di ricomposizione é stato sottoposto a due Valutazioni di Impatto Ambientale: la prima volontaria nel 1996; la seconda regionale nel 2004, ottenendo l’approvazione dalla Regione del Veneto. L’attività estrattiva che sarebbe comunque stata avviata malgrado l’opposizione del privato, ora prevede la realizzazione di un Parco Agricolo Sperimentale, che annovera tra le altre iniziative, la piantumazione di un frutteto denominato “il Giardino dei Sapori”, descritto nella seguente relazione.


Indicazioni progettuali per la realizzazione di un frutteto catalogo delle varietà tradizionali nell’ambito degli interventi di ripristino ambientale della cava “Bacino Unico” di “Giavera del Montello”.

Scarica il pdf della relazione:

sapori relazione

Scarica il pdf conenente le schede descrittive delle varietà di piante da frutto:

sapori Schede

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AUBADE

Nell’estate del 2007 Villa Agostini ha ospitato il set del primo cortometraggio d’animazione di Pierre Bourrigault, la pertinenza per qualche settimana si è trasformata in un grande laboratorio audio-visuale dove Pierre e un nutrito gruppo di collaboratori hanno costruito le scenografie e scattato migliaia di fotogrammi utili alla realizzazione del film. Alle prime luci dell’alba un omino raccoglie un uccello ferito, forse già morto, che attraverso una macchina di leonardesca fattura riporta alla vita.
Ci piace pensare che il film di Pierre, interamente realizzato attraverso la complicata tecnica del passo uno, vincitore della categoria animazione del Lago Fest e tra i cortometraggi segnalati dalla giuria del prestigioso Festival Internazionale di Annecy sia una metafora dedicata a tutti quelli che nella vita non accettano le soluzioni irreversibili.

La XXVI selezione del Premio Comisso in Villa Agostini

Il Premio letterario Giovanni Comisso, giunto quest’anno alla XIX Edizione, nasce a Treviso nel 1979, per opera di un gruppo di amici dello scrittore, con una prima edizione dedicata alla narrativa, alla quale si aggiunse fin dal 1981, una sezione dedicata alla biografia. E’ uno dei Premi letterari di maggior prestigio nazionale, con riconosciuta continuità in termini di rigore e qualità culturale.

Il Premio è indetto per iniziativa dell’Associazione Amici di Comisso, presieduta oggi da Neva Agnoletti. Sostengono il Premio la Regione Veneto, la Provincia di Treviso, il Comune di Treviso, la Camera di Commercio, Unindustria Treviso ed altri privati.

L’Associazione Amici di Giovanni Comisso, oltre al premio letterario, nel passato ha dato vita al Premio Comisso Ragazzi, destinato alle scuole medie superiori italiane e un’edizione, nel 1996/97, del Premio Comisso Internazionale, destinato agli studenti di lingua italiana iscritti nelle Università straniere.
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La Bachicoltura nella Contrada delle Colombere

Immagine tratta da Wikipedia “bachicoltura“.

L’allevamento dei bachi per la produzione dei bozzoli di seta, ha una lunga storia nella Contrada delle Colombere.

Le famiglie, nella prima settimana di maggio, acquistavano a Giavera del Montello dai sig.ri Bastianon e a Susegana, una quantità di bacolini grigi e nerastri, pesati in once, in questa zona chiamate onse.

L’onsa era un’antica misura di peso corrispondente alla 12^ parte della libbra, cioè 27 grammi. La quantità acquistata dipendeva dal numero dei componenti della famiglia in grado di allevare i bachi e dallo spazio disponibile per le fasi avanzate della lavorazione.

I bacolini, incartati nella cartapaglia, venivano portati a casa.
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