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La Sagra del Rosario nella Contrada delle Colombere in Cusignana

La Contrada delle Colombere volle dedicare questa festa alla ricorrenza della Madonna del Rosario, la prima domenica di ottobre, come voto per chiedere future messi abbondanti, in modo da provvedere al sostentamento delle numerose e popolate famiglie della zona.

Tra il 1950 e il ’51, le famiglie Calesso, Casteller, Ceneda, Franceschi, Girardi, Soligo e Zanatta, acquistano una statuetta della Madonna del Rosario, per dedicarle i festeggiamenti. La Messa viene celebrata dal Parroco di Cusignana Don Giovanni Mattarollo, figura che caratterizzò la vita spirituale e sociale della comunità, dal lontano 1905 sino al 1956 (don Dionisio Rossi, nella prefazione alla monografia don Giovanni Mattarollo parroco di Cusignana 1905-1956 – Giuseppe Pagotto 2008).

Sede del comitato che organizza e promuove la sagra è l’Osteria Meneghin, della sig.ra Teresa Durante. Per finanziare le poche spese per organizzare la festa, si provvedeva con la questua delle panoce. Gli organizzatori con l’aiuto di amici andavano in visita alle case del paese di Cusignana chiedendo offerte in pannochie di mais, che venivano poi ammassate per la loro vendita di fronte all’Osteria da Meneghin. I soldi raccolti erano spesi per allestire un piccolo tendone nel terreno a ridosso del muro di cinta di Villa Agostini.

Il tendone sostenuto da pali di legno, permetteva di ospitare 2-300 persone. Al riparo di questo semplice ricovero, la Contrada offriva ai visitatori, grigliate di pollo e maiale, tanta polenta, vino di Col San Martino e delle Colombere.
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La scuola della carta washi

“La preparazione delle materie prime necessarie alla fabbricazione di fogli di carta artigianale washi storicamente in Giappone era un’occasione di aggregazione.  A questo lavoro partecipavano le famiglie del paese che si riunivano per comunicare e tramandare le antiche tradizioni”.

A partire dal 1995 amici, artisti italiani e stranieri hanno partecipato al progetto della scuola della carta washi. Enrico Agostini e Stephan Koehler presero ispirazione dalla tradizionale coltivazione del gelso che fino al 1977 in questa parte del Veneto era largamente utilizzato per l’alimentazione dei bachi da seta e per la produzione di piccoli manufatti artigianali. Enrico e Stephan avevano già lavorato insieme e raccolto molte sfide (Stealing Diamond – Venezia 1986). Il primo passo lo fece Stephan inviando 200 gelsi (Kozo, gelso della carta) dal Giappone. Venne effettuato un campo prova di circa 2500 mq. dove furono  piantati i gelsi giapponesi (Kozo)  insieme a piante di Mitsumata e Tororo (ibiscus della colla). Dopo aver constatato il successo della coltivazione vennero invitati a Villa Agostini, Kiyoji Yamamoto, maestro washi, che viaggiò per la prima volta in Europa all’età di 80 anni per trasmettere la sua arte. Il maestro fu accompagnato da Teruo Katayama, fabbro, Miao Ikaua, giardiniere. Il gruppo di lavoro, in stretto contatto con Devis Zanatta e gli artigiani di Cusignana in breve tempo, organizzò un laboratorio completo. Furono fabbricati una vasca di grandi dimensioni, un torchio modificato per l’occasione, un essicatore e altri attrezzi in legno.
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Il Parco Agricolo Sperimentale

Nel 2003, la Proprietà programma la ristrutturazione dell’azienda agricola e delle attività afferenti Villa Agostini Tiretta. Momento portante di tale programma è la convenzione di ricerca che la Proprietà stipula con l’Università di Padova Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali (TESAF).
La ricerca, dal titolo “Parco Agricolo Sperimentale per la Qualità Ambientale”, si è svolta per tutto il 2003 sulle seguenti iniziative: giudizio di convenienza economica e di sostenibilità finanziaria del Parco mirato all’applicazione del Reg. UE n. 2092/91, che regolamenta la conduzione in regime biologico delle coltivazioni. Come si legge nella convenzione “La valutazione economica e finanziaria avrà il compito di orientare lo sviluppo del progetto di istituzione del Parco Agricolo Sperimentale per la Qualità Ambientale ponendo a verifica i seguenti capitoli:

  • ristrutturazione aziendale incentrata sulla riconversione delle attività colturali in regime REG.UE n. 2092/92
  • implementazione dei principi di bioedilizia alla ristrutturazione degli otto edifici rurali.
  • progettazione di un “teatro verde” per l’organizzazione estiva di eventi teatrali e musicali, realizzabile sulla naturale inclinazione delle sponde di cava
  • realizzazione in cava dell’orto botanico da frutta per il recupero di alberi storici e per la ricerca qualitativa del sapore.”
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