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PEDEMONTANA, LA CAMERA CONFERMA IL COMMISSARIO STRAORDINARIO

Dopo il sì del Senato, Montecitorio approva il Decreto legge sulla pubblica sicurezza che proroga le gestioni commissariali della SPV e della 3^ corsia della A4

Ieri 2 agosto, la Camera dei Deputati ha dato il via libera al Decreto Legge 79/2012 in materia di sicurezza e vigili del fuoco.
Nel provvedimento, che mette ordine ad alcuni aspetti di diversi settori della pubblica sicurezza, trova spazio anche la proroga delle gestioni commissariali dei lavori di realizzazione della 3^ corsia dell’Autostrada A4 e della Superstrada Pedemontana Veneta.
Il commissario straordinario di governo per l’emergenza viaria nelle province di Treviso e Vicenza Silvano Vernizzi viene quindi confermato nell’incarico.
Le richieste dei presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia e il conseguente pressing di alcuni parlamentari veneti – tra cui l’on. Manuela Lanzarin della Lega Nord – hanno evidentemente convinto il Governo, ad inserire le proroghe nel Decreto sulla pubblica sicurezza.
“Queste sono due gestioni che funzionano senza alcun costo per lo Stato – commenta da Roma  l’on. Lanzarin  -. Il governo ha compreso l’importanza di mantenerle perché rappresentano due infrastrutture strategiche per il Nord-Est ma più in generale per la mobilità in direzione est-ovest del Paese nel quadro del Corridoio V e delle reti TEN-T (Reti di Trasporto Trans-Europee – N.d.R.). Bloccarle avrebbe avuto quindi ripercussioni negative su tutto il sistema viario e quindi economico del nord Italia.”

ZAIA VENERDÌ IN SOPRALLUOGO AI CANTIERI DELLA PEDEMONTANA VENETA

Nulla di nuovo sotto il sole, in prima fila la politica delle inaugurazioni, del taglio dei nastri e dei colpi di teatro dell’annunciato sopralluogo di Zaia ai cantieri della SPV. I cittadini che tirano la cinghia, che contribuiscono al risanamento del Paese, aspettano un cambio di passo dei loro rappresentanti, analisi e risposte efficaci a tante problematiche irrisolte. Rispetto alla Pedemontana Veneta vorrebbero vedere la Giunta, i funzionari preposti ed i tecnici decisi a controllare puntualmente il concessionario SIS, i costi dell’opera, la copertura finanziaria, le soluzioni alle criticità ambientali, la tempistica degli interventi.

Regione Veneto non la pensa così e annuncia che: “Venerdì 3 agosto prossimo, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia effettuerà un sopralluogo ai cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta per verificare lo stato di avanzamento dei lavori. Nella visita sarà accompagnato dall’Assessore regionale alle Politiche della Mobilità Renato Chisso e dal Commissario per l’emergenza Pedemontana Silvano Vernizzi. La tua presenza sarà particolarmente gradita.
E’ previsto il ritrovo dei partecipanti alle ore 10,30 nella base logistica del concessionario a Romano d’Ezzelino (VI), in via Madonna delle Grazie.”

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PEDEMONTANA, NUOVO STOP. LA SENTENZA DEL TAR

“Il Tar Lazio ha nuovamente bloccato il cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta. Il 2 febbraio scorso è stato depositato dal Tribunale amministrativo di primo grado una sentenza favorevole al ricorso presentato dal Comune di Villaverla (Vicenza) contro l’opera, al tempo in cui era ancora sindaco Egidio Bicego (oggi l’ente è commissariato).

La sentenza si aggiunge a quella che, alla fine di dicembre, aveva già visto vincitore un residente di Loria, nel Trevigiano, contro l’opera. In seguito la Regione Veneto aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato (secondo grado), il cui pronunciamento è ancora atteso. Il Consiglio di Stato aveva comunque già sospeso la sospensiva del Tar, autorizzando i lavori a continuare. Ora, con la nuova sentenza, il Tar ha posto nuovamente la sospensiva.”

La sentenza del Tar Lazio

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SCATOLE VUOTE

Nessuno dice di arrestare lo sviluppo o di contrastare cocciutamente il nuovo che avanza, soprattutto se capace di favorire professionalità e posti di lavoro. Semplicemente non sposiamo l’ottimismo dei professori Feltrin, Restucci e dell’arch. Portoghesi quando parlano della Superstrada Pedemontana Veneta. A loro parere sarà un’opera all’avanguardia, che libererà nuove energie economiche a vantaggio dei territori attraversati, valorizzando le numerose attrattive di questa area geografica.
La Pedemontana rappresenta ora, in assenza della superstrada, un polo d’attrazione ricco di ben 153 zone di produzione tipica dell’enogastronomia veneta, 175 gli elementi di valore storico-culturale presenti, tra i quali 97 Ville Venete (entro km 2,00 dal tracciato), 34 musei, 9 teatri, 35 biblioteche. Questo indiscutibile patrimonio imporrebbe una progettazione particolarmente accurata, capace di registrare puntualmente tutte queste ricchezze culturali, che appartengono all’identità della popolazione che vi risiede.
Invece non è così, il progetto preliminare ignorava tutto questo. La lettura delle componenti del territorio è stata affidata ad una veloce consultazione delle tavole contenute nella programmazione territoriale regionale. Nessuno si è preoccupato in quella fase di svolgere dei sopralluoghi e dall’alto hanno definito il tracciato stradale come si disegnavano i confini della Colonie, vale a dire con  il righello. Il progetto definitivo ha confermato il tracciato con qualche piccola modifica, poiché in quel caso è venuto in aiuto la fotogrammetria, le foto aeree georeferenziate delle aree attraversate dal progetto. Ha un bel dire l’architetto Portoghesi che il progetto della SPV é un progetto intelligente, rispettoso dell’ambiente e innovativo, perfino capace di rigenerare il paesaggio.
Per rispondere al celebre architetto, basti dire che a dicembre, mentre si stava mettendo mano al progetto esecutivo, i tecnici del Consorzio Sis si sono accorti ad esempio, che le interferenze rispetto alle rogge, alla rete irrigua ed ai sottoservizi, sono circa il triplo di quelle preventivate nel progetto definitivo. Appare tra l’altro sorprendente che lo stesso Portoghesi dica che la Valutazione d’Impatto Ambientale sia tutto sommato inutile perché assegna un punteggio a componenti difficilmente valutabili.
In sintesi il progetto preliminare e quello definitivo sono scatole vuote e la cosiddetta intellighenzia preferisce ficcare la testa sotto la sabbia. 

Interviste al prof. Paolo Feltrin, all’arch. Paolo Portoghesi e al rettore dello Iuav Amerigo Restucci.

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PEDEMONTANA: LE RUSPE NON SI FERMANO?

Per il Commissario per la Pedemontana Silvano Vernizzi, nulla è cambiato dopo la sentenza del Tar del Lazio, come ha dichiarato alla Tribuna di Treviso, «io vado avanti. Finora non ho ricevuto alcuna notificazione da parte del tribunale e finchè questo non accade, i lavori proseguono».

Il Tar del Lazio accogliendo il ricorso di un cittadino di Loria, sulla legittimita’ della nomina e degli atti del Commissario sembra proprio bocciare l’intera infrastruttura. Da quanto si legge sui giornali sembrerebbe che l’intara pratica “superstrada” sia stata azzerata.

Se non ricordate l’8 gennaio di due anni fa cliccate Home.

Siamo tornati al giorno precedente la pubblicazione della petizione per salvare Villa Agostini, salvo diversa decisione del Consiglio di Stato. Perche’ l’ex Commissario e il Governatore vi avrebbero gia’ presentato ricorso.

La cosa piu’ straordinaria e’ che l’udienza sarebbe fissata per il 25 prossimo.

VALE LA PENA TENTARE!

Laura Bon del Gazzettino, ha raccontato in tre articoli della settimana scorsa, l’intenzione del Comune di Volpago di trattare con V.to Strade le migliori soluzioni per minimizzare i danni che la Superstrada Pedemontana provocherà. Il Consiglio ha approvato venerdì sera un ampio mandato con il quale il sindaco Roberto Toffoletto potrà trattare con la Regione, chiedendo nel contempo un rinvio dell’Udienza del 9 novembre prossimo, fissata avanti il Tar Lazio, per discutere il ricorso presentato dal Comune.

Nonostante la delibera di venerdì sia stata votata all’unanimità, fuori dal Consiglio è scoppiata la polemica. Laura Sartor dell’opposizione, assente alla seduta, ha affidato ad un volantino il proprio no all’opera. Intanto, l’amico Elvio Gatto dei Comitati per una viabilità sostenibile ha dichiarato al Gazzettino: “Sorprende l’atteggiamento dell’opposizione consigliare che fino a due mesi fa era contro il Sindaco e ora vota la sospensione del ricorso con un’inversione di rotta impensabile”. E verso il Comitato di Volpago: “Siamo sempre stati perplessi per la sua linea troppo vicina al Sindaco. Aderirà alla lotta degli altri Comitati che non hanno mai creduto in buona parte dei Sindaci troppo arrendevoli?”.

E’ vero i Sindaci ed i cittadini che hanno dato vita ai diversi comitati scesi in campo in questa vicenda hanno gradualmente modificato le rispettive posizioni. Nel 2001 a Castelfranco quando le Amministrazioni locali, sostenute dalla popolazione scelsero l’opzione di una superstrada in luogo di un’autostrada, chiesero che la nuova infrastruttura fungesse da tangenziale a servizio della città diffusa, compresa tra Dueville e Spresiano. Velocità di progetto ridotta a 80-90 km/ora, brevi raggi di curvatura per migliorarne l’inserimento, massima permeabilità con la viabilità locale. La Regione ha invece riproposto il vecchio progetto di autostrada, modificando l’originaria altimetria che prevedeva la costruzione in rilevato, con ampi tratti in trincea e aggiungendo qualche casello.

Con rammarico veniamo a oggi: il progetto è stato approvato dalle Commissioni per la Valutazione d’Impatto Ambientale sia regionale sia statale e quindi anche dai Ministeri dei Trasporti dell’Ambiente e dei Beni Culturali; licenziato il progetto definitivo, a breve vi sarà l’approvazione di quello esecutivo per il tratto trevigiano, mentre domani sarà inaugurato il primo cantiere della superstrada in provincia di Vicenza. In questo quadro è logico che gli orientamenti delle Amministrazioni e dei Comitati si differenzino, alimentando il confronto democratico. Noi di Salviamo Villa Agostini, ad esempio, abbiamo avviato una serie di incontri con V.to Strade per svolgere un’attenta verifica delle scelte del progetto esecutivo, per ottimizzare l’attraversamento del compendio storico circostante la villa. Come il Comune di Volpago crediamo che a questo punto sia opportuno mettere a confronto le misure per mitigare i gravi impatti che la SPV porterà con sé, dalle fasi di cantierizzazione al suo esercizio. Per quanto riguarda Salviamo Villa Agostini, se la trattativa non andasse a buon fine, attenderemo la sentenza del Tar Lazio. Vale la pena tentare!

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LA SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA AL VAGLIO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

L’On. Andrea Zanoni, nel corso della sua interrogazione rivolta alla Commissione Europea, il 20 ottobre scorso, ha informato circa l’avvio della costruzione della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta: “Un’opera ad altissimo impatto ambientale che, secondo il progetto esecutivo, dovrebbe essere ultimata entro il 2016 e collegare Montecchio Maggiore (Vicenza) a Spresiano ( Treviso). Questa grande infrastruttura dal faraonico costo di circa 2,5 miliardi di euro si snoderà per un percorso  di quasi 95 chilometri per attraversare l’area a maggior densità urbana del Nord Est, interessando nel suo corso ben 38 comuni.

I lavori di esproprio per la realizzazione di questo grande progetto sono iniziati lo scorso dicembre 2010 e riguardano circa 2.800 aziende agricole e piccoli proprietari. (…)” Zanoni ha affrontato poi uno dei punti essenziali della questione, vale a dire le procedure mese in atto dal Governo e dalla Regione del Veneto per limitare l’accesso ai relativi atti amministrativi e la democratica partecipazione non solo della popolazione, ma anche da parte dei Comuni e di tanti Consiglieri delle opposizioni provinciali e regionali: “Per tacitare le opposizioni dei comuni, nel 2001 il Governo ha promulgato la legge obiettivo che toglieva loro il diritto di veto e nell’agosto del 2009 nominava un commissario straordinario per l’emergenza traffico. (…)”. L’Europarlamentare ha approfondito tale aspetto facendo presente all’Assemblea che: “Comitati  e associazioni nonostante le ripetute richieste rivolte al commissario straordinario e alle autorità regionali venete, non hanno mai potuto venire a conoscenza del piano economico finanziario e della convenzione relativa al progetto definitivo su cui si basa l’opera”. L’On. Andrea Zanoni ha concluso il suo intervento formulando due stringenti quesiti.

“La Commissione:  1) non ritiene che il sistematico rifiuto delle competenti autorità, nel fornire i documenti, sia in manifesta violazione dell’art. 3 della direttiva 2003/4/CE che garantisce la libertà di accesso al pubblico alle  informazioni relative  all’ambiente in possesso delle autorità pubbliche, condizione primordiale per permettere un controllo trasparente e democratico?

2) Non ritiene che il progetto della Pedemontana veneta, sia in clamorosa controtendenza rispetto alle grandi linee tracciate dalla  Commissione nel suo nuovo Libro Bianco sui trasporti  (COM (2011) 144), che  prevede espressamente di prediligere il trasporto su rotaia rispetto a quello su strada?”

NULLA DI GRAVE

All’anima del tempismo. Gli industriali di Vicenza sono preoccupati dalla possibilità che lungo la Pedemontana Veneta e attorno ai caselli possano proliferare nuovi insediamenti residenziali e produttivi. Altro che Piano di Coordinamento Territoriale e Piano dei Trasporti veneto, il rischio denunciato dai comitati No Pedemontana e da Salviamo Villa Agostini è una proliferazione edilizia scoordinata nei pressi della nuova arteria. Il Piano Regionale di Coordinamento, adottato nel 2009, prevede i cosiddetti progetti strategici concordati con la Regione, per edificare in aree agricole, comprese nel raggio di due chilometri dai caselli.

Intanto i cantieri della Pedemontana sono fermi prima di partire. Il Commissario Vernizzi fa sapere che il ritardo è dovuto a problemi logistici. Speriamo che il Commissario tiri gli orecchi al concessionario Sis, visto che la progettazione esecutiva approvata la scorsa estate, dovrebbe contenere la soluzione di tali problematiche. Vi immaginate i tecnici della Sis a casa vostra per chiedere dove scaricare ghiaino, sabbia e migliaia di tonnellate di ferro per il cemento dei manufatti stradali e ancora le terre di scavo per i rilevati e il bitume? Da quella parte in fondo al giardino, dietro al ricovero attrezzi?!

Per la cronaca rimane sempre segreta la convenzione Regione – Sis, perché come dichiarato dal Commissario: “È un contratto privato che non può essere reso pubblico –chissà che risate all’ufficio del Registro –. Comunque, prosegue il Commissario, l’ho trasmesso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio che l’ha richiesto”.

Stefano Cimatti, sindaco di Bassano, che per fortuna ha deciso di non dedicarsi all’arte di Esculapio, ha sostenuto l’assoluta necessità dell’opera con una metafora: “Certe ferite lasciano cicatrici, ma senza intervento il paziente muore” in merito al congestionamento dell’autostrada A4 che sarebbe scongiurato dalla nuova infrastruttura. Ma è proprio questo il problema: la Superstrada Pedemontana Veneta è nata come infrastruttura del territorio, avrebbe dovuto assolvere il delicato compito di alleggerire il traffico locale, invece ora si presenta come un by-pass della A4, che porterà nuovo traffico in quest’area geografica.

Salviamo Villa Agostini!

PEDEMONTANA VENETA: LA REGIONE SI NASCONDE DIETRO IL PARERE DELL’AVVOCATURA

Poveri cittadini, se si riuniscono in comitati e presentano un ricorso alla Giustizia, per opporsi ad iniziative pubbliche lesive della proprietà privata, della salute, dell’integrità ambientale, culturale e sociale dei luoghi oggetto della progettazione, si sentono rispondere che come associazione non hanno un corrispondente interesse legittimo in materia. Vi ricordate l’interrogazione a risposta immediata dell’8 aprile scorso, presentata dai consiglieri Puppato, Fracasso e Berlato Sella? L’istanza aveva il seguente oggetto : “PEDEMONTANA VENETA. ZAIA DIMOSTRI TRASPARENZA E RENDA NOTI I DETTAGLI ECONOMICI E TECNICI DELLA CONVENZIONE REGIONE-SIS, SENZA NASCONDERSI DIETRO IL PARAVENTO DI CAVILLI BUROCRATICI”.

Il tenore della tanto attesa risposta ci fa comprendere che neppure tre Consiglieri regionali, in rappresentanza delle comunità locali, riescono dove hanno fallito i comitati. La loro interrogazione non è valida. Poveri tapini, per ottenere l’accesso alla famigerata convenzione Regione – SiS della durata di 39 anni, devono allegare la dimostrazione di uno specifico interesse attuale!

Giovedì scorso la Regione ha pubblicato la seguente risposta: “In merito all’esercizio del diritto d’accesso agli atti l’ufficio del Commissario Delegato si è sempre attenuto a quanto prevede la normativa in materia, ed in particolare, come noto, a seguito di specifiche particolari richieste, ha acquisito il parere dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato che, fra l’altro, ha precisato che: – l’accesso agli atti e provvedimenti commissariali potrà essere esercitato esclusivamente nell’ambito e nei limiti della legge n. 241/90 e, più in particolare, dovrà essere allegato e dimostrato uno specifico interesse attuale che, come è noto, non può consistere in un controllo generalizzato dell’attività amministrativa –”.

“Nonostante il vincolo giuridico impostogli dalla normativa, – si legge nella deliberazione della Giunta che reca la risposta – il Commissario Delegato, nel corso dell’iter procedurale ha comunque sempre sviluppato un intenso rapporto con le Province e i Comuni territorialmente interessati, nell’ottica di una collaborazione fattiva e con la finalità di garantire la massima trasparenza dell’azione dell’Ufficio Commissariale.

Per quanto attiene l’estensione e la durata dell’esenzione del pedaggio per il traffico leggero residente, le stesse discendono dalle risultanze della gara di concessione: esenzione per veicoli leggeri per i residenti nei n. 68 Comuni individuati nelle Province di Treviso e Vicenza per una estesa di 21 chilometri dall’entrata più prossima al Comune di residenza e per un periodo di 21 anni.” In sintesi il bando di gara è pubblico, ma la concessione rimane segretata e tutti noi siamo dei sudditi, per di più impiccioni.

PEDEMONTANA VENETA, ANCORA UN NO DEI CITTADINI

Domenica 28 agosto a Vicenza, numerosi cittadini hanno partecipato ad un convegno ricco di contenuti sulla difesa della qualità della vita e del territorio provinciale, obiettivo raggiungibile grazie all’impegno di ciascuno, potendo contare sul coordinamento dei comitati civici.

Si è parlato di Superstrada Pedemontana Veneta, della procedura imboccata dalla Regione Veneto, con l’ottenimento nel 2009 dello stato di emergenza per mettere al sicuro il relativo iter autorizzatorio; del progetto carente sul piano tecnico, che prevede un’autostrada per dimensioni e caratteristiche costruttive inadeguata alle esigenze della mobilità locale e assolutamente sprezzante delle bellezze naturali, storiche e culturali che interferisce. I comitati dicono nuovamente no e propongono un’alternativa al progetto targato Regione Veneto.

Essi chiedono perché un’autostrada e non invece il miglioramento ed il potenziamento delle strade esistenti.

Durante il dibattito, sono piovute le critiche di tanti che non riescono a capire come il progetto originario di superstrada sia nel tempo diventato autostrada, per di più scaricando i costi di gestione sulla cittadinanza del Veneto, il tutto con la crisi che continua a mordere. La concessione prevede in favore del consorzio italo-spagnolo, che si è aggiudicato la gara, un contributo regionale in conto capitale di 173.671.875 € e un eventuale contributo pubblico in conto esercizio di circa 14,5 milioni di € per 30 anni dal momento dell’entrata in esercizio dell’infrastruttura, qualora i volumi di traffico risultassero inferiori alle attese.

“L’alternativa esiste!” (questo il motto che campeggia sulle T-schirt dei sostenitori della No-Pedemontana), gli interventi da fare si riassumono in tre punti:

1) non realizzare il primo lotto da Montecchio Maggiore a Thiene;

2) eliminare alcune rotatorie e gli attraversamenti a raso nel secondo lotto da Thiene a Bassano;

3) realizzare nel terzo lotto da Bassano del Grappa a Spresiano, una strada a scorrimento veloce e non un’autostrada.