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LA NUOVA ROMEA COMMERCIALE

Le infrastrutture sono una cosa seria a patto che siano progettate, finanziate e realizzate nell’interesse della collettività. Se al contrario sono una réclame della provvidenziale azione di un Governo locale, si rischia il ridicolo, la farsa, perfettamente colti nel filmato realizzato da Doliwood Films. Di seguito il link al filmato.

La nuova Romea commerciale

NOSTALGIA DEI POLITICANTI?

In questi due mesi o poco più, da quando il Presidente Napolitano ha incaricato il prof. Monti di formare un Governo di tecnici per affrontare il difficile momento che il nostro Paese sta attraversando, si è fatto di più rispetto al poco che si è attuato da dieci anni a questa parte. Certo i tagli alla spesa pubblica sono dolorosi, soprattutto per una realtà economica che è cresciuta a tassi inferiori rispetto alla svalutazione, a redditi il cui incremento non ha tenuto il passo della media europea e alla disoccupazione giovanile, che trova l’unico paracadute nel risparmio e nelle pensioni dei genitori.

Decisioni impopolari anche rispetto alle liberalizzazioni, che avrebbero bisogno di tempo per essere introdotte gradualmente, in modo da bilanciare gli effetti tra coloro che hanno pagato una licenza commerciale solo qualche mese fa ed i loro colleghi, che hanno ampiamente ammortizzato il rispettivo investimento. Lo stesso vale per quelle generazioni di lavoratori che di colpo devono rimandare l’agognata pensione di quattro, cinque anni. Solo un Governo che non mira esclusivamente al consenso può prendere delle decisioni così gravi, com’ è il momento storico che stiamo vivendo. Ora, dovremmo averlo capito, il tempo è un lusso che non possiamo permetterci.

Una gestione sconsiderata ci ha portato sull’orlo del baratro, una crisi che interessa tutti i settori della società, non solo economica-finanziaria,  che pagheranno anche le future generazioni. I giovani di oggi e di domani devono ringraziare lo scarso livello dei nostri politici, le loro tattiche volte a creare un livello di litigiosità insopportabile, soprattutto perché utile a giustificare l’inefficienza, l’inerzia dell’azione pubblica. Al netto delle ideologie e del colore politico, si sono difese le rispettive posizioni consociative, in un orizzonte angusto, di brevissimo termine al solo scopo di ottenere voti in cambio di favori: “meglio tirare a campare che tirare le cuoia” Andreotti dixit.

Il senso di appartenenza alla comunità ci impone di accettare nuovi e pesanti sacrifici, per mettere in sesto lo Stato. Dispiace che l’onere pesi su tanti cittadini che hanno sempre pagato. Ma questo senso civico, questo attaccamento allo Stato inteso come Casa comune, non deve essere tradito. Se abbiamo una ragionevole sicurezza che queste risorse saranno amministrate saggiamente, nell’emergenza, cosa succederà dopo, quando torneranno i politici?

La risposta dipende da noi cittadini, se vi sarà in questo periodo una riflessione generale sui doveri e i diritti di ciascuno, sulle regole che vanno rispettate da tutti, sul rigore e l’etica dei comportamenti individuali. Il rinascimento culturale e morale del singolo, ci porrà nella situazione di poter esigere una corretta gestione dello Stato. L’amministratore che nuoce per colpa o dolo lo mandiamo a casa immediatamente. Chi ruba, commette gravi errori, inquina, deturpa, deve pagare!   

La competizione su scala mondiale, una sorta di guerra economica che si combatte in tutti i settori, a partire dal lavoro dipendente, all’ impresa,  non si concilia con una classe politica impreparata e incapace di prendersi le proprie responsabilità. Non si governa più con il buon senso, ammesso che ce ne fosse nella seconda Repubblica, ma con competenze di alto profilo.

Gli assi nella manica dell’Italia sono la cultura, la bellezza e i beni culturali che, non dovranno più essere affidati ad incompetenti disonesti. Non si possono dimezzare i fondi stanziati per la cultura, ma non alle clientele, non possono essere sempre meno laureati, sempre meno colti chi gestisce le nostre ricchezze, come denunciano Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo nel loro libro-inchiesta  “Vandali. L’assalto alle Bellezze d’Italia”.

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VANDALI. L’ASSALTO ALLE BELLEZZE D’ITALIA

Gian Antonio Stella presenta il suo libro, scritto insieme a Sergio Rizzo, e pubblicato da Rizzoli nel 2011.

Il tempio di Apollo a Selinunte ingabbiato per undici anni dalle impalcature solo perché nessuno le smonta. La meravigliosa campagna veneta di Palladio e del Giorgione «intossicata, sconquassata rosicchiata, castrata», come dice il poeta Andrea Zanzotto, da un caos di villette, ipermercati e capannoni.

Lunedì 5 dicembre, ore 18 Treviso, Spazi Bonben.

Per saperne di più: Fondazione Benetton Studi Ricerche

NON SOLO SUPERSTRADE

Ieri dopo il black-out del collegamento ferroviario Montebelluna-Castelfranco-Padova, il sindaco Marzio Favero ha incontrato la Direzione compartimentale di Trenitalia, che ha spiegato come l’azienda, a corto di soldi, si trovi a gestire treni di 40-50 anni.  Lo stesso Assessore regionale Renato Chisso, ha dichiarato al Gazzettino che a questo punto sono possibili solo soluzioni tampone.

Mettere mano al sistema delle infrastrutture significa fare un piano dei trasporti come minimo coerente, che analizzi in modo approfondito la domanda di mobilità da parte della popolazione e delle merci. Da questa fase dovrebbero partire delle linee d’azione anche per risolvere il gravissimo deficit del servizio ferroviario di breve percorrenza, per intenderci quello utilizzato ogni giorno dai pendolari. Argomento questo arcinoto, sotto gli occhi di tutti, forse per questo è sfuggito ai vertici della nostra Regione.

Non ci sono risorse adeguate? Per la Superstrada Pedemontana Veneta la Regione sborsa circa 400 milioni di euro oltre ad un contributo annuo di circa 14 milioni di euro per 39 anni. Con una programmazione pluriennale i soldi si trovano, oltre al concorso pubblico si potrebbero reperire fondi attraverso i progetti di finanza.

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POMPEI: PD, ITALIA UMILIATA ANCHE SUI BENI CULTURALI

Di seguito potrete leggere l’articolo apparso ieri sul sito DIARIODELWEB.it, ricordandovi che Salviamo Villa Agostini ha già dato ampio spazio all’emergenza Pompei, nel post dell’8 febbraio scorso, dal titolo THE RUINED RUINS. 

ROMA – «Pompei rischia davvero di diventare uno dei simboli dell’inadeguatezza di questo governo. Oggi scopriamo che il sito verrà commissariato dall’Unesco e verrebbe quasi da dire per fortuna!, non fosse per l’umiliazione inflitta al nostro Paese». Lo ha affermato Matteo Orfini, responsabile Cultura e informazione della Segreteria del Pd.
«Abbiamo una legislazione di tutela all’avanguardia, una tradizione invidiabile, professionisti straordinari, ma per colpa di un governo inadeguato nessuno ha più fiducia nella nostra capacità di conservare e gestire le straordinarie eccellenze del nostro patrimonio. Oggi tutti commentano, fanno sopralluoghi, si rammaricano. Ma la verità è – ha proseguito Orfini – che se siamo in questa situazione la responsabilità è solo ed esclusivamente di chi ha prima deciso di commissariare Pompei, consentendo lo sperpero di risorse e l’introduzione di meccanismi di gestione poco trasparenti, e poi dopo i primi crolli non ha saputo produrre un solo atto concreto a tutela del sito. Oggi l’emergenza rischia di diventare l’ennesima occasione per introdurre tanto fantasiosi quanto assurdi meccanismi di gestione».
«Galan – ha concluso il responsabile Cultura del Pd – si ricordi che dovere di un ministro è prima di tutto far funzionare il proprio ministero, non inventarsi modi per espropriarlo di funzioni. Si mettano le soprintendenze in grado di svolgere il proprio lavoro, dandogli risorse e personale adeguato. A Pompei e nel resto d’Italia».

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DIARIODELWEB.it | Pubblicato lunedì 24 ottobre 2011 alle 20.45

GIU’ LE MANI DALLA RIVIERA DEL BRENTA

La Riviera del Brenta è tra le più belle vie d’acqua d’Italia, chi la naviga appaga il proprio istinto senza badare l’utilità di viaggiare rapidamente ed il calcolo del mondo moderno. La realtà osservata dal fiume é quella di sempre, fatta di relazioni umane e di piccole economie adatte al vivere. Forse non sarà un viaggio ad effetto, se consideriamo sensazionali solo le esperienze estreme, ma avrà il grande pregio di farci pensare come viviamo ogni giorno e che un cambiamento è possibile. Usare l’energia dei propri muscoli per vogare, per vivere in un mondo migliore soprattutto per gli altri dopo di noi.

Il fiume è un ecosistema completo, ideale per la gente che vive circondata dal proprio patrimonio naturale e culturale. Un equilibrio in pericolo a causa delle azioni distruttive dell’uomo. Navigare su queste acque è un po’ come proteggerle. La piccola barca si fa trasportare sulle acque, le solca per poi lasciarle imperturbabili e pulite per altri che navigheranno il Brenta. Un breve viaggio fatto di relazioni intime con il proprio pensiero ed i legami della gente che vive questa realtà. Avanzare vogando, rispettosi dell’ecosistema, della bellezza che ci circonda, viaggiare con poco, in modo sostenibile. Un tipo di turismo più ricco ed emozionante che ricorda il fare delle popolazioni della Riviera. Perché oggi dovremmo buttare tutto ciò? Perché oggi deturpiamo, consumiamo, gettiamo via molto di più che in tutte le epoche precedenti? Bene, la gente del Brenta vuole valutare attentamente il tracciato autostradale della nuova Romea Commerciale che, inciderà pesantemente sulla Riviera. La popolazione e tutti coloro che hanno a cuore questo patrimonio, vogliono sapere se le normative ambientali e di tutela del patrimonio culturale sono state applicate. Vogliono sapere se il tracciato proposto é stato confrontato con delle alternative credibili. Vogliono il miglior progetto possibile secondo la tecnica attualmente disponibile. Giù le mani dalla Riviera del Brenta!

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CONFERENZA STAMPA: IL P.A.T. DI VENEZIA = PIANO DI ASSETTO, O PIANO DI ASSASSINIO DEL TERRITORIO?

Mercoledì 20 luglio alle ore 11:20 presso la Scoletta dei Calegheri a S.Tomà, Venezia si terrà una conferenza stampa dei rappresentanti delle Associazioni ambientaliste del territorio lagunare. Si parlerà del futuro di Venezia e della sua Laguna, in vista dell’appuntamento di venerdì 22 luglio alle ore 15:30, quando a Cà Farsetti verrà presentato il progetto di P.A.T. (PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO), ribattezzato da diversi veneziani PIANO DI ASSASSINIO DEL TERRITORIO.

La conferenza stampa, indetta dalle associazioni, tratterà i seguenti aspetti:

  • effetti sulla struttura e la vitalità del Centro storico;
  • cementificazioni di estese aree agricole e verdi (Tessera City – Veneto City – Dogaletto – Lido);
  • sicurezza idraulica del Bacino scolante lagunare;
  • effetti negativi del P.A.T. su Mestre;
  • mancanza di un piano di riconversione e ristrutturazione delle aree industriali dismesse;
  • peggioramento del livello qualitativo del trasporto pendolare e delle merci.

Partecipare è un atto d’amore per Venezia!

COMMISSIONE EUROPEA: ASFALTO E CEMENTO SOFFOCANO L’AMBIENTE

Ogni anno in Europa una superficie più grande di Milano o Berlino cede il passo all’espansione urbana e alle strade. Questa tendenza rischia di compromettere la disponibilità di terreni fertili e delle riserve idriche per le generazioni future. Un nuovo studio della Commissione europea raccomanda un triplice approccio che mira a limitare l’espansione dell’impermeabilizzazione del suolo, ad attenuarne gli effetti e a compensare perdite sostanziali di suolo intervenendo in altre aree.

L’impermeabilizzazione si verifica quando il suolo è coperto da materiali come l’asfalto o il cemento. Tra il 1990 e il 2000 nell’UE sono stati cementificati almeno 275 ettari di terreno al giorno, per un equivalente di 1.000 km² all’anno. La metà di questa superficie è impermeabilizzata in via definitiva da edifici, strade e parcheggi.

L’impermeabilizzazione compromette irrimediabilmente le funzioni biologiche del suolo. Senza afflusso ed evaporazione dell’acqua aumentano i deflussi che talvolta possono portare a inondazioni dagli effetti catastrofici. Il Centro Comune di Ricerca della Commissione, basato a Ispra sul Lago Maggiore, stima che a causa dell’impermeabilizzazione ogni anno si perdano quattro milioni di tonnellate di frumento.

Lo studio della Commissione propone una soluzione articolata su tre livelli:

  • limitare l’espansione dell’impermeabilizzazione del suolo ottimizzando la pianificazione territoriale o ridefinendo i sussidi che incentivano indirettamente l’impermeabilizzazione;
  • attenuare le conseguenze laddove l’impermeabilizzazione non può più essere evitata, ad esempio sostituendo l’asfalto o il cemento con superfici permeabili e costruendo “tetti verdi”;
  • compensare le perdite attuando misure di recupero in altre aree, che possono concretizzarsi sotto forma di corrispettivi economici, come nella Repubblica ceca e in Slovacchia, oppure con una riqualificazione di terreni già impermeabilizzati, come già fatto in città come Dresda e Vienna.

Le conclusioni dello studio saranno la base delle iniziative politiche che saranno prese dalla Commissione, nei prossimi mesi, in stretto coordinamento con le Autorità nazionali, regionali e locali per condividere le migliori pratiche sull’arginamento del fenomeno dell’impermeabilizzazione e nel ridimensionamento dei suoi effetti. Difendiamo il paesaggio e la nostra memoria dalla morsa dell’asfalto e del cemento!

PREMIO INTERNAZIONALE CARLO SCARPA

Taneka Beri, villaggio nell’Atakora, Benin.

“La Giuria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino ha deciso all’unanimità di dedicare la campagna culturale 2011, ventiduesima edizione, a un villaggio della regione dell’Atakora nel Benin. Il suo toponimo oscilla tra lo storico Seseirhà, “le case sovrapposte”, e il più recente Taneka Beri, “grande taneka”.

È composto da un migliaio di piccoli manufatti, stanze, granai, costruzioni di uso diverso, per lo più a pianta circolare e a tetto conico, con un diametro oscillante da due a tre metri, aggregati in piccoli insiemi (diecina, dozzina) intorno a uno spazio aperto, un cortile multifunzionale. Ognuno di questi piccoli insiemi dà forma a un’unità abitativa nella quale vive una famiglia allargata, appartenente al popolo Tangba, “grandi guerrieri”, chiamato anche popolo Taneka, “quelli delle pietre”.

Maggiori informazioni sulla 22^ edizione del Premio.

QUALE FUTURO PER IL MONTELLO?

Cari amici di Villa Agostini, segnaliamo l’invito rivolto alle Autorità, da parte di un gruppo di abitanti del Montello. L’appuntamento è fissato per giovedì 10 marzo alle ore 20:30, presso la Sala degli Alpini di Santa Maria della Vittoria.

Come specificato nell’invito, si parlerà della Convenzione del Paesaggio e del Piano d’Area regionale. Interverrà l’arch. Domenico Luciani, coordinatore dell’iniziativa Luoghi di Valore.

Invito

Salviamo i luoghi di valore!