;RASSEGNA STAMPA;

SCURE DELLA CORTE DEI CONTI SULLA PEDEMONTANA VENETA: “FATTIBILITA’ A RISCHIO”

L’opera di 94,5 chilometri punta a collegare il Vicentino e il Trevigiano. Ma l’alleanza tra pubblico e privato si è inceppata: la Cdp e la Bei si sono sfilate, convinte che non sia strategica. Gli espropri sono fermi al 12% e il bond che dovrebbe finanziare i lavori resta in canna.

di ALDO FONTANAROSA

ROMA – Per la seconda volta in 11 mesi, i giudici della Corte dei conti prendono di mira la superstrada (a pedaggio) che dovrebbe liberare un pezzo di Veneto dall’incubo del traffico facilitando la circolazione merci verso l’Est europeo. E stavolta la Corte dei Conti si spinge a definire “a rischio fattibilità” questo progetto viario. Entra dunque in un tunnel la Pedemontana Veneta, la lingua d’asfalto di 94.5 chilometri che punta a collegare il Vicentino e il Trevigiano incrociando tre autostrade (la A4, A27 e A31). L’alleanza tra investitori privati e istituzioni pubbliche – che doveva essere un esempio di modernità – si è inceppata; mentre la Cassa Depositi e Prestiti e la Bei si chiamano fuori dalla partita convinte che l’opera sia meno utile e strategica di come c’è l’hanno presentata. (…)
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PEDEMONTANA, ALLA CONCESSIONARIA SIS MANCANO 1,6 MILIARDI

Il commissario Silvano Vernizzi, dopo aver sollecitato il Governo, ha convocato per venerdì prossimo a Mestre un vertice

Alla Sis, società concessionaria per la realizzazione della superstrada Pedemontana veneta, mancano 1,6 miliardi di euro per completare l’opera, giunta al 30% della realizzazione e con le ’sezioni’ più complesse già realizzate, ad eccezione della galleria ‘Malo’. La notizia si apprende dall’Ansa: a comunicarlo il Commissario Silvano Vernizzi, che dopo aver sollecitato il Governo, ha convocato per venerdì 29 luglio a Mestre un vertice cui parteciperanno oltre al concessionario, rappresentanti del Ministero delle infrastrutture, il Governatore Luca Zaia e la Cassa depositi e prestiti. (…)

la tribuna di Treviso

PEDEMONTANA, SERVE UN BY PASS PER ALTIVOLE

ALTIVOLE. Trecento persone all’incontro sullo stato dell’arte della Superstrada Pedemontana Veneta, che si è svolto mercoledì ad Altivole (…). Non sono mancate le polemiche da parte degli oppositori al progetto perché non è stata data loro la possibilità di intervenire. Alla serata hanno partecipato l’assessore regionale Elisa De Berti, il commissario Silvano Vernizzi e il direttore tecnico della Sis Giovanni d’Agostino con il consigliere regionale Silvia Rizzotto, ex sindaco di Altivole, che nel ruolo di moderatrice ha portato le istanze delle amministrazioni e dei cittadini sul presente e sul futuro di quest’opera. (…)
Vernizzi ha assicurato l’assoluto rispetto del cronoprogramma: termine dei lavori previsto per il 31 dicembre 2018, entrata in funzione completa nel 2020 quando sarà finita la galleria di Malo, il tratto più problematico. (…)
L’attenzione di Silvia Rizzotto si è concentrata sugli effetti nella viabilità ordinaria: «(…) occorre pensare anche ad un by pass del centro di Altivole che non potrà sopportare il traffico proveniente da nord oltre a mettere in sicurezza la famigerata regionale 667».
Con un blitz uno degli attivisti, Osvaldo Piccolotto, è salito sul palco annunciando un incontro di controinformazione sulla superstrada il prossimo 24 maggio sempre nell’auditorium di Altivole: «Ci hanno raccontato un mucchio di bugie e ve lo dimostreremo».
(d.n.)
La tribuna di Treviso

FULMINI DELLA CORTE DEI CONTI SULLA PEDEMONTANA

di Filippo Tosatto

VENEZIA. La sezione centrale di controllo della Corte dei Conti tira le somme dell’indagine svolta su Pedemontana veneta e lo fa attraverso la relazione di 156 pagine trasmessa al Governo e al Parlamento dal presidente Gaetano D’Auria.
Svariate le critiche espresse alle modalità di realizzazione della superstrada a pedaggio (giunta a circa un quarto dei 94,55 km del tracciato che si estende da Montecchio Maggiore a Spresiano) concepita «tra molteplici ripensamenti» in project financing con la progettazione e l’esecuzione affidate ai privati del Consorzio Sis (Gruppo Dogliani). (…)

Ma la Pedemontana è un buon affare per il Veneto? I giudici ne dubitano, osservando che «la convenzione presenta condizioni di notevole convenienza per il concessionario, ricadendo molti rischi sul concedente»; al punto che «incombe l’alea di un potenziale debito sulla Regione, dal momento che il rischio di mercato risulta sbilanciato a sfavore della parte pubblica».

C’è altro? Sì, l’attività di controllo e monitoraggio dei cantieri risulta «modesta» anche a causa della direzione dei lavori affidata, per disposizione legislativa, all’esecutore stesso, mentre «il collaudo è stato affidato all’esterno della stazione appaltante e il pagamento dei collaudatori a carico del concessionario è contrario al principio del buon andamento amministrativo, poiché la loro posizione quali contraddittori dell’esecutore non tollera condizionamenti». (…)

il mattino di Padova

DDL MADIA, ADDIO TERRITORIO ITALIANO

Riprendiamo una notizia dello scorso agosto, forse passata in sordina, la tutela del paesaggio e dei beni storico artistici, potrebbe passare dalle Soprintendenze al potere esecutivo. “Il più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica – recitava il manifesto firmato da un gruppo di intellettuali tra cui Settis, Montanari, Stajano, Fo e sottoscritto da più di 23mila persone lo scorso luglio -. Anzi, l’attacco finale e definitivo”.

All’indomani dell’approvazione del decreto il mensile Altreconomia ha intervistato Tommaso Montanari, storico dell’Arte all’Università di Napoli. Che si dice “molto pessimista”.
Professor Montanari, perché il Ddl Madia rappresenta il “più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica italiana. Anzi, l’attacco finale e definitivo”?
Perché un potere tecnico (quello delle soprintendenze, una sorta di magistratura del territorio e del patrimonio) che rispondeva solo alla legge, alla scienza e alla coscienza da oggi confluisce nel potere esecutivo. Se il governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso. Addio territorio italiano. (…)

www.altrecomonia.it

SPV, SVINCOLO PER BRUXELLES

La Commissione Europea, tramite il Piano Juncker, sblocca 2 miliardi per la Superstrada Pedemontana Veneta e la terza corsia della Venezia-Trieste. Si tratta di fondi a garanzia dei finanziamenti delle banche al concessionario.

La Superstrada Pedemontana s’ha da fare. Anzi – visto che i lavori del tratto vicentino e bassanese sono ampiamente in corso -, s’ha da continuare.
Garantisce il Piano Juncker: il maxi intervento della Commissione Europea, che prende il nome dal suo presidente, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, e che si pone l’obiettivo di rilanciare la crescita e l’occupazione in Europa. A Bruxelles è stato creato allo scopo il FEIS, acronimo di Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. Non si tratta di un grande bancomat da cui attingere per finanziamenti diretti, bensì di uno strumento che si pone a garanzia dei finanziamenti concessi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI). In altre parole: BEI e FEI finanziano le opere e il Fondo del Piano Juncker, con le somme messe a garanzia, ne assume in parte il rischio. (…) Perché ne parliamo? Perché tra le opere che la Commissione Europea ha ritenuto finanziabili – nella prima “tranche” di suddivisione della grande torta del Piano Juncker – c’è proprio la Superstrada Pedemontana Veneta.
Come riferito per primo dal Sole24Ore e rilanciato in seconda battuta dal Gazzettino, il Piano garantirà infatti due miliardi di euro entro il 2015, in forma di garanzia alle banche tramite la BEI, per finanziare due progetti infrastrutturali nel Nordest: la SPV appunto e la terza corsia dell’autostrada A4 Venezia-Trieste di Autovie Venete.
bassanonet.com

MY NAME IS BOND

La finanziaria JP Morgan starebbe per emettere sul mercato 1 miliardo e mezzo in project bond per finanziare la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta. La notizia, lanciata dal sito americano PFI, è rilanciata dal CoVePA

L’autorevole indiscrezione è uscita ancora un mese fa sul sito statunitense specializzato in notizie sulla finanza di progetto “PFI – Project Finance International” del gruppo Thomson Reuters, sezione EMEA News.
Ma è in queste ore che il CoVePA (Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa) ha tirato fuori la questione, a pochi giorni dalle dichiarazioni del Commissario straordinario Silvano Vernizzi secondo le quali “i soldi per la Pedemontana ci sono e ci saranno”.
Secondo un lancio di agenzia di PFI del 17 giugno scorso, “la società finanziaria newyorkese JP Morgan sta lanciando un finanziamento da un miliardo e mezzo di euro in project bond ai promotori del progetto da oltre 2 miliardi di euro in Partenariato Pubblico Privato della Pedemontana Veneta nel nord Italia”.
“La banca – aggiunge l’agenzia – sta cercando di offrire un’impegnativa struttura scoperta in bond di garanzia per il progetto, che comporta rischio di traffico benché inferiore rispetto ad altre strade a pedaggio italiane”.
bassanonet.it

PEDEMONTANA, PRONTI 78 MILIONI PER GLI ESPROPRI

VENEZIA. Si è stupito e anche seccato l’ingegner Silvano Vernizzi, commissario straordinario alla Pedemontana Veneta, nel ritrovarsi l’architetto Massimo Follesa capeggiare sabato scorso la manifestazione dei comitati per il mancato pagamento dei terreni espropriati, dopo averlo appena ricevuto come tecnico di fiducia di un espropriato che trattava il proprio caso. «Possibile che non si colga l’incompatibilità», imprecava, «si è mai vista una cosa del genere?». Come no, basta alzare lo sguardo: chi è Alexis Tsipras se non il capo dei negoziatori della Grecia e contemporaneamente quello dei comitati?

Nel caso di Vernizzi, andrebbe precisato che i comitati non sono il suo primo pensiero, sotto inchiesta come si ritrova da parte della Corte dei Conti e con una procedura aperta anche dall’Anac, l’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone. (…)
il mattino di Padova

«NO SCHEI, NO PEDEMONTANA: PAGATECI GLI ESPROPRI»

«No schei, no campi!». E se non ci sono i soldi, allora “no Pedemontana” è il motto con cui Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, è intervenuto ieri alla manifestazione di Cassola davanti agli uffici della Sis, concessionaria della nuova superstrada a pedaggio Pedemontana veneta.

Espropriati vicentini e trevigiani sono uniti per ottenere il rimborso dei terreni strappati loro per far posto alla Superstrada. E ieri erano una cinquantina gli espropriati concentratisi a Cassola per dare vita ad un sit-in davanti all’Ufficio Espropri del Consorzio Sis, in via Monte Verena.
Il mattino di Padova

VILLORBA, LA PEDEMONTANA SI FERMA A VILLA FANNA

Il Tar del Lazio blocca l’iter degli espropri per la superstrada nel territorio di Villorba. Firmata la sospensiva all’intervento per i terreni di Venturali
di Federico Cipolla

VILLORBA. Il Tar del Lazio blocca la Pedemontana a Villorba. I giudici hanno sospeso l’esproprio dei terreni di Villa Fanna a Venturali, i cui proprietari da anni lottano per vedere tutelato il bene storico. Gli emissari della società Pedemontana Veneta proprio ieri avrebbero dovuto arrivare nella villa per far firmare a Francesco Fanna i verbali di esproprio, ma il tribunale amministrativo li ha bloccati. Alcuni giorni fa la società Pedemontana Veneta ha inviato a tutti i residenti di Spresiano e Villorba, proprietari di terreni in cui passerà la superstrada, la comunicazione con cui ha avvisato dell’imminenza dell’esproprio. (…)
Non si tratta però di una vittoria assoluta, infatti il Tar ha bloccato l’esproprio in attesa di esprimersi nel merito il 1 luglio, e soprattutto in attesa della sentenza sul ricorso principale presentato da Fanna, con altri, contro il tracciato della Pedemontana. È quest’ultima insomma la partita vera e propria, di cui si attende ormai solo il risultato, essendosi tenuta il 20 maggio l’udienza.
«Per questo motivo non esultiamo per la sospensione», spiega Fanna, «per me è un atto neutro, in attesa della decisione sul ricorso principale. Certo è meglio averla ottenuta». (…)
La tribuna di Treviso