;RASSEGNA STAMPA;

MONTEBELLUNA EST, IL SINDACO VUOLE PARLARE CON DELRIO

E’ partita per Roma la lettera con cui il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, chiede un appuntamento al ministro alle infrastrutture Graziano Del Rio dopo che la via nazionale ha bocciato la modifica del casello della Pedemontana di Montebelluna Est e la strada che lo doveva collegare alla provinciale 100.

Nella lettera il sindaco spiega che quella modifica era stata richiesta assieme ai colleghi sindaci di Volpago e Trevignano ed era funzionale alla realizzazione della tangenziale sud.  «(…) E’ grave generare un’opera che invece di risolvere i problemi del traffico locale li complica, calpestando peraltro il principio della concertazione territoriale avvenuta fra tre Comuni, la Provincia, la Regione e il Commissario Super Stradale. Evidenzio che la Commissione VIA Regionale, dopo il sopralluogo, aveva approvato la modifica».
la tribuna di Treviso

PEDEMONTANA, CANTONE: “FUORI TUTTE LE CIFRE”

l’Autorità nazionale anti-corruzione del magistrato Raffaele Cantone ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti del Ministero delle infrastrutture per la superstrada Pedemontana veneta. L’indagine conoscitiva è frutto dell’esposto presentato dal senatore vicentino Enrico Cappelletti (Movimento 5 Stelle).


L’Autorità vuole chiarire due punti: in primis i costi, che come noto sono saliti di 430 milioni rispetto agli 1,8 miliardi di costo previsto con il progetto preliminare di nove anni fa (da 173 milioni a 615 il contributo di soldi pubblici). In particolare, quelli in merito alle indagini geognostiche, le interferenze (spostamento di elettrodotti, gasdotti, acquedotti, fognature, cavi vari), la due diligence, e il rimborso promotore.


In secondo luogo gli uomini di Cantone vogliono chiarire la corretta spartizione dei rischi tra pubblico e privato, che è la condizione per cui si tratti davvero di un “project financing” privato.
E infine l’Autorità vuole conoscere i finanziamenti che il privato ha ottenuto dalle banche, il rispetto del cronoprogramma dell’opera, lo stato di avanzamento della progettazione e dei lavori, i costi e le modalità di sorveglianza e di direzione lavori affidata dai privati all’ing. Stefano Perotti, poi arrestato nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto Ercole Incalza.
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VVOX FATTI OPINIONI IDEE

PEDEMONTANA VENETA, PEROTTI DIRIGEVA I LAVORI

Cantieri a rischio blocco, il commissario Vernizzi ha già sostituito l’ingegnere arrestato su ordine della Procura di Firenze

di Renzo Mazzaro

VENEZIA. Sfiorato dai guai giudiziari dell’inchiesta Mose, il commissario alle emergenze viarie Silvano Vernizzi ha pensato bene di prendere il largo immediato dai contraccolpi veneti dello scandalo grandi opere. Scandalo che lunedì ha portato in carcere il supermanager del ministero alle Infrastrutture Ettore Incalza e l’ingegner Stefano Perotti, re delle direzioni lavori. Gliene hanno contate 17 per un totale di 25 miliardi di euro. Due miliardi e passa sono nella Pedemontana Veneta. Stranamente la direzione lavori esige la presenza fisica nei cantieri: Perotti non può esercitare la funzione dal carcere, come invece riesce a fare Giancarlo Galan con la commissione Cultura della Camera, di cui è ancora presidente. Questo almeno pensa Silvano Vernizzi, che lunedì ha intimato al geometra Matterino Dogliani, presidente dell’Ati concessionaria della Pedemontana, di provvedere alla sostituzione. (…)

Per proseguire la lettura e l’interessante ricostruzione, contenuta nell’articolo, del perché la Sis avrebbe scelto l’ing. Perotti quale direttore dei lavori, clicca la tribuna di Treviso

PEDEMONTANA, DIRETTORE LAVORI IN CELLA, LA SIS HA GIA’ NOMINATO IL SUO SOSTITUTO

Tra gli indagati spunta anche l’amministratore delegato della Brescia-Padova


VENEZIA Giovanni Paolo Gaspari, ex dirigente delle Ferrovie e consigliere del ministero delle Infrastrutture di Maurizio Lupi fa la sua profezia al telefono con Giulio Burchi, amministratore delegato della Brescia-Padova e della capogruppo A4 Holding. «Vabbé. Ma non l’hanno capito che la gente si sta scocciando di tutte queste porcate e prima o poi farà casino?». I due, Gaspari e Burchi, quest’ultimo indagato per traffico di influenze illecite (reato per cui si ipotizza la promessa di una mediazione interessata per ottenere un guadagno illecito) stanno parlando della miriade di incarichi ricevuti da Stefano Perotti, dello strapotere di Ercole Incalza, delle regalie al figlio di Lupi e delle vicende della Pedemontana Veneta finite sotto il faro della magistratura fiorentina. Facciamo però un passo indietro: lunedì i carabinieri hanno effettuato quattro arresti e oltre cento perquisizioni (di cui due nel Padovano) a carico di oltre cinquanta indagati per un presunto giro di tangenti intorno alle grandi opere (Metro di Milano, Expo, Tav, Salerno- Reggio Calabria, Romea Commerciale e altre). (…)
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Corriere del Veneto.it

SETTANTA CONTESTAZIONI MA LE RISPOSTE NON CI SONO

di Renzo Mazzaro

04 marzo 2015
VENEZIA. Pallido in volto che sembra l’Ermengarda del Manzoni, fa la sua apparizione al 9° piano del torrione di Veneto Strade il commissario alle emergenze viarie Silvano Vernizzi. Parlando si rilassa e dopo un’ora di movimentazione di carte sul tavolo, sembra un altro. La sala è piena di giornalisti e telecamere, c’è da scommettere che neanche il 31 dicembre 2016 quando scadrà da commissario Vernizzi ne avrà tanti. Ha convocato la conferenza stampa per dare «la massima trasparenza» all’inchiesta avviata dalla Corte dei Conti sulla superstrada Pedemontana veneta.

Bello sentirgli dire «massima trasparenza» sapendo che ha fatto di tutto per impedire che l’atto aggiuntivo alla convenzione firmato nel 2013 – atto che aumenta i costi del project – fosse reso noto ai contribuenti. Vernizzi continua a sostenerlo, citando due pareri dell’avvocatura di Stato, superati dalla realtà, perché l’atto aggiuntivo è stato reso pubblico dal notaio presso il quale lo stesso Vernizzi e Matterino Dogliani, responsabile della società concessionaria, sono andati a registrarlo.

Tanta insistenza per una causa persa è commovente. È da augurarsi che il resto della replica alla Corte dei Conti non abbia la stessa consistenza. Da Roma sono arrivate 70 contestazioni, alle quali Vernizzi deve rispondere entro lunedì. Ieri si è dichiarato pronto a farlo e ne ha sintetizzato i contenuti.
Il mattino di Padova

PEDEMONTANA: NUOVA INDAGINE DELLA CORTE DEI CONTI

BASSANO TG (giovedì 26 febbraio 2015) – La Corte dei conti torna a puntare i riflettori sulla Superstrada Pedemontana Veneta.
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Reteveneta

PROGETTO DI FINANZA, MA QUANTO MI COSTI!

Parliamo ancora di Brebemi, la nuova autostrada inaugurata l’estate scorsa che collega la pedemontana lombarda da Milano a Brescia. Di quest’opera abbiamo già parlato in precedenti articoli, evidenziandone i numerosi punti in comune con la storia della Superstrada Pedemontana Veneta.
Brebemi rappresenta un utile paradigma per riconoscere a colpo d’occhio anche la nostra realtà e forse il prossimo futuro della SPV. Il titolare del costosissimo progetto di finanza, La Società Pedemontana SpA e gli istituti finanziari, che hanno messo le mani su un affare decisamente redditizio, fatto di generose concessioni in ordine ai pedaggi, ai contributi pubblici in conto esercizio, al regime fiscale e alla stessa durata della concessione in esercizio della superstrada, mentre i rischi imprenditoriali sono condivisi con la parte pubblica e la cittadinanza. E dall’altra parte i residenti, i cittadini e le ditte espropriate, gli automobilisti meri soggetti passivi che subiscono l’iniziativa e più spesso gli errori dei primi.
Il servizio di Agorà spiega come il project-financing di Brebemi abbia già creato un danno alla popolazione residente nei territori contermini l’opera e generi via via costi alla collettività, per un’opera ancora oggi inutilizzata.

Video Rai.TV – Agorà 2013-2014 – La Brebemi

CANTONE: DOSSIER PEDEMONTANA

Dal commissario anticorruzione un nuovo faro: «Ogni opera ha irregolarità»


(…) «Per quanto concerne la Via del Mare – spiega al Corriere del Veneto Cantone – abbiamo disposto un approfondimento sulle modalità del project per rilevare la presenza di eventuali irregolarità. Ma non ci siamo limitati a questo: visto che sono emerse irregolarità più o meno rilevanti in tutte le grandi opere che abbiamo finora analizzato, abbiamo deciso di allargare il raggio a tutte quelle che possono rappresentare l’interesse pubblico e quindi stiamo tenendo sotto controllo anche la Pedemontana veneta». Nulla che debba far pensare a problemi così gravi da preannunciare un intervento della magistratura a breve (anche perché la superstrada da oltre due miliardi di euro che dovrà collegare Montecchio Maggiore a Spresiano ha collezionato più ricorsi di qualunque altra opera e li ha vinti tutti), quanto una semplice attività di controllo per evitare situazioni più serie in futuro. «Non si deve fare di tutta l’erba un fascio – precisa Cantone -. Le attività di vigilanza hanno una funzione preventiva e non sono necessariamente azioni di carattere repressivo. I controlli servono soprattutto ad evitare che si commettano errori durante l’iter o che si verifichino irregolarità, anche minori». (…)
L’anticorruzione non è interessata a sapere se Adria Infrastrutture, la società della galassia Mantovani partecipata da Giancarlo Galan e Renato Chisso e un tempo amministrata dalla potente segretaria dell’ex governatore Claudia Minutillo che ha presentato il project della Via del Mare e che ha ottenuto nel 2009 la dichiarazione di pubblica utilità per l’opera, abbia o meno ottenuto qualcosa in maniera irregolare. E non è nemmeno curiosa di sapere che cosa succederà ai tre componenti della commissione di gara Paola Noemi Furlanis, Stefano Angelini e Antonio Strusi, tutti manager del settore Infrastrutture e Bilancio della Regione; all’ex segretario delle Infrastrutture Silvano Vernizzi; all’ex segretario alla Programmazione Adriano Rasi Caldogno (oggi direttore dell’Usl di Feltre); e all’attuale segretario del Bilancio Mauro Trapani. «Gli accertamenti di reato spettano alla procura – conclude Cantone -. Noi ci limiteremo a vigilare». E non solo. I commissari dell’Anac Luigi Magistro e Francesco Ossola che controllano il Consorzio Venezia Nuova hanno anche iniziato a risolvere i contratti con le figure più vicine all’ex giunta Galan. Proprio martedì hanno «licenziato» l’avvocato del Consorzio Alfredo Biagini e il direttore tecnico Maria Teresa Brotto che ha patteggiato per il caso Mose. (…)
Corriere Del Veneto

Il Coordinamento veneto Pedemontana alternativa, sentenze e pronunciamenti alla mano, chiede una pronta rettifica circa l’affermazione che Superstrada Pedemontana Veneta avrebbe vinto tutti i ricorsi presentati. Per leggere il post clicca covepa.

M5S: “IL CANTIERE SPV E’ TROPPO RUMOROSO”

Il gruppo consigliare Movimento 5 Stelle considera la superstrada a pagamento Pedemontana Veneta un’opera inutile e particolarmente dannosa dal punto di vista ambientale e sociale. Il costo di tale opera graverà sulle generazioni future per circa 40 anni; in data 21 gennaio 2015 è stato rilasciato il provvedimento dirigenziale protocollo n. 1680 (valevole dal 26/01/2015 al 26/01/2019) di autorizzazione in deroga temporanea agli orari (fino alle ore 22,00) ed ai valori limiti di rumorosità per attività cantieristica di realizzazione della Spv.


(…) con Decreto n. 9 dell’8/2/2008 è stato approvato il Piano di Zonizzazione Acustica (P.Z.A.) del territorio comunale. Posto che i lavori di costruzione delle complanari e tutto il tratto castellano dell’opera fino all’ingresso in galleria in zona Ghisa interferiranno notevolmente con le abitudini, la salute e la vita stessa dei residenti; i nostri concittadini sono già notevolmente provati dagli espropri; non ci sembra eticamente e moralmente corretto infierire su queste persone concedendo alla SIS di lavorare in deroga agli orari e ai limiti di rumorosità per 4 anni fino al 26.01.2019 (…)


ILGIORNALE DI VICENZA.it

L’ODISSEA DI GIOVANNI: ESPROPRIATO DUE VOLTE, NON HA MAI VISTO UN SOLDO

Un articolo apparso domenica 11 gennaio, sul Gazzettino di Vicenza Bassano, racconta l’odissea vissuta dalla famiglia Dal Monte che si è vista espropriare il proprio terreno in occasione dei cantieri della “Gasparona” e della realizzanda Spv, senza ricevere il ben che minimo indennizzo!