di Filippo Tosatto

VENEZIA. La sezione centrale di controllo della Corte dei Conti tira le somme dell’indagine svolta su Pedemontana veneta e lo fa attraverso la relazione di 156 pagine trasmessa al Governo e al Parlamento dal presidente Gaetano D’Auria.
Svariate le critiche espresse alle modalità di realizzazione della superstrada a pedaggio (giunta a circa un quarto dei 94,55 km del tracciato che si estende da Montecchio Maggiore a Spresiano) concepita «tra molteplici ripensamenti» in project financing con la progettazione e l’esecuzione affidate ai privati del Consorzio Sis (Gruppo Dogliani). (…)

Ma la Pedemontana è un buon affare per il Veneto? I giudici ne dubitano, osservando che «la convenzione presenta condizioni di notevole convenienza per il concessionario, ricadendo molti rischi sul concedente»; al punto che «incombe l’alea di un potenziale debito sulla Regione, dal momento che il rischio di mercato risulta sbilanciato a sfavore della parte pubblica».

C’è altro? Sì, l’attività di controllo e monitoraggio dei cantieri risulta «modesta» anche a causa della direzione dei lavori affidata, per disposizione legislativa, all’esecutore stesso, mentre «il collaudo è stato affidato all’esterno della stazione appaltante e il pagamento dei collaudatori a carico del concessionario è contrario al principio del buon andamento amministrativo, poiché la loro posizione quali contraddittori dell’esecutore non tollera condizionamenti». (…)

il mattino di Padova