Nel 2003, la Proprietà programma la ristrutturazione dell’azienda agricola e delle attività afferenti Villa Agostini Tiretta. Momento portante di tale programma è la convenzione di ricerca che la Proprietà stipula con l’Università di Padova Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali (TESAF).
La ricerca, dal titolo “Parco Agricolo Sperimentale per la Qualità Ambientale”, si è svolta per tutto il 2003 sulle seguenti iniziative: giudizio di convenienza economica e di sostenibilità finanziaria del Parco mirato all’applicazione del Reg. UE n. 2092/91, che regolamenta la conduzione in regime biologico delle coltivazioni. Come si legge nella convenzione “La valutazione economica e finanziaria avrà il compito di orientare lo sviluppo del progetto di istituzione del Parco Agricolo Sperimentale per la Qualità Ambientale ponendo a verifica i seguenti capitoli:

  • ristrutturazione aziendale incentrata sulla riconversione delle attività colturali in regime REG.UE n. 2092/92
  • implementazione dei principi di bioedilizia alla ristrutturazione degli otto edifici rurali.
  • progettazione di un “teatro verde” per l’organizzazione estiva di eventi teatrali e musicali, realizzabile sulla naturale inclinazione delle sponde di cava
  • realizzazione in cava dell’orto botanico da frutta per il recupero di alberi storici e per la ricerca qualitativa del sapore.”

Un gruppo interdisciplinare per valorizzare Villa Agostini

La collaborazione con il TESAF ha permesso di formare un gruppo interdisciplinare di progettazione, incaricato di studiare gli aspetti agricoli, urbanistico-ambientali e socio-economici di Villa Agostini e dei terreni dell’Azienda Agricola Le Colombere. Al principio si sono valutate le seguenti attività: La formazione di superfici boscate. L’iniziativa, avviata nel corso del 1996 ha previsto l’aumento delle superfici boscate che dall’area iniziale, praticamente nulla, si estende attualmente in circa undici ettari. L’ambiente si é arricchito di essenze di alto valore estetico: carpini, ciliegi, noci, ontani, comportando una rilevante modificazione dell’ambiente vegetale, con effetti positivi sui fattori naturalistici di fauna flora e microclima. Il programma di rimboschimento ha avuto nuovo impulso nel 2002 e nel 2007 con l’applicazione della sottomisura del Programma di Sviluppo Rurale, per la conservazione dei corridoi ecologici, delle siepi e dei boschetti. L’investimento ha riguardato una superficie di circa un ettaro, lungo la maggior parte delle siepi alberate dell’azienda, per uno sviluppo lineare di circa quattro chilometri La ristrutturazione Agricola La collaborazione con il TESAF, in questo caso ha consegnato uno studio di come convertire progressivamente l’agricoltura tradizionale in quella biologica, considerando le dinamiche che interessano il settore. L’analisi ha riguardato le statistiche regionali di settore e soprattutto il dato relativo alla perdita di addetti subita dal primario. Questo indicatore è stato tenuto in gran conto nello sviluppo dell’intera iniziativa, considerato che la finalità principale del progetto, è di creare le condizioni, per favorire nuovi insediamenti nel contesto aziendale.

Il risultato di questa parte del progetto è stata la progressiva conversione al regime di coltivazione biologica del 20% della superficie aziendale.

Un’altra indagine ha riguardato la coltivazione di piante officinali ed aromatiche secondo i criteri dell’agricoltura biologica. E’ stato individuato un primo gruppo di potenziali piante officinali adattabili alla zona in esame, sulla base di una conoscenza generale del territorio. A questo primo gruppo di piante officinali appartengono camomilla, valeriana, menta, sambuco. Si tratta di specie che crescono spontaneamente nella zona, talvolta anche in modo decisamente infestante. Contestualmente allo studio di botanica ecologica, è stata promossa un’analisi economica volta a determinare quali sono le specie che hanno una maggiore richiesta di mercato. L’indagine ha interessato alcuni tra gli operatori più rappresentativi del settore biologico in Italia, selezionati tra gli espositori alla Fiera della Qualità Sana (Bologna).

Questa fase ha portato alla sperimentazione di diversi cultivar in un campo prova, all’individuazione e alla selezione dei compratori con i quali stipulare convenzioni all’inizio dell’annata agraria, per una corretta pianificazione della produzione. Un altra sperimentazione condotta sul campo ha riguardato la coltivazione di gelsi giapponesi, per la produzione di fibre da cui si ottiene la carta “Washi”. Gli impianti di prova, situati in un appezzamento di 2.500 mq, hanno permesso di osservare un’ottima adattabilità climatica e podologica del gelso giapponese. Le caratteristiche di questa essenza, rispetto alle tipologie autoctone riguardano la ramificazione. Questa si sviluppa ad un ritmo sostenuto e prosegue la sua crescita in modo estremamente ordinato, requisito necessario per ottenervi la fibra che costituisce la materia prima della carta “Washi”. Di questa interessante lavorazione artigianale ne parleremo diffusamente in altri articoli.

L’anfiteatro verde nella cava rinverdita

Questa parte del progetto è ancora sulla carta, sospesa finché non sarà ripristinato l’ambiente della vicina cava. Nel disegno dell’architetto Giuliano Rizzi, “la forestazione diventa elemento architettonico-scenografico del teatro. Il “teatro verde” realizzabile sulla naturale inclinazione delle sponde della vicina cava, si presta all’organizzazione estiva di eventi teatrali e musicali in una cornice inconsueta per la bellezza del paesaggio e per la totale assenza di rumori di fondo”. Nel caso di eventi con maggiore affluenza di pubblico (per esempio i concerti rock), l’abbattimento dei rumori derivante dalla morfologia della cava e dalla forestazione, l’ampia disponibilità di parcheggi e la già realizzata viabilità privata di cava, abbattono drasticamente i disagi che queste manifestazioni arrecano alla popolazione. Il contorno fisico risultante dall’escavazione consente di immaginare un gioco progettuale dove le strutture di servizio (igieniche, di ristoro, di magazzinaggio, di gestione) sono collocate al di sotto della gradonata e non visibili dall’esterno. Questa ulteriore valutazione ha permesso di ottimizzare il progetto e di ricercare le future collaborazioni con enti teatrali di comprovata esperienza. L’azienda intende realizzare un gemellaggio con un teatro che sia alla ricerca di un luogo ove poter programmare la stagione estiva e le prove. L’accordo di Giarolo, in Piemonte, con il Living Theatre di New York, dimostra come sia possibile sviluppare un progetto teatrale di grande interesse. A lato dello svolgimento delle varie attività del famoso centro americano (teatro, musica, danza, poesia e prosa) é stato definito un programma che prevede la creazione di una scuola di recitazione dedicata agli appassionati sotto forma di stage settimanali nonché la creazione di eventi teatrali in grado di caratterizzare l’area mediante spettacoli itineranti. La collaborazione citata ha permesso di collocare sul territorio azioni di grande impatto promozionale, e di richiamare un turismo culturale, con evidenti effetti positivi per l’occupazione e l’economia locale.

Turismo tematico

Lo studio del 2003, condotto nell’ambito del Parco Sperimentale, si è occupato inoltre, di considerare se il turismo di nicchia potesse agevolare lo sviluppo sostenibile dell’Azienda Agricola. All’epoca si sono valutati i fattori presenti sul campo, come l’ambiente naturale di pregio, la bellezza della Villa, del parco e delle campagne. L’interesse comunque é stato per un turismo dei piccoli numeri. Quello “rurale” che predilige luoghi tranquilli, ricchi di storia e cultura e chiede di affinare la sensibilità nei confronti dei fattori ambientali e culturali dei luoghi. Flussi di visitatori, solitamente contenuti nel numero, trascorrono brevi soggiorni in campagna, evitando di mettere in crisi la destinazione prescelta. Le escursioni a piedi, a cavallo, l’osservazione della flora locale e le serate enogastronomiche, sono di solito le attività preferite da questo tipo di turismo. Un altro filone oggetto di riflessione, è rappresentato dal turismo legato agli eventi culturali. Si assiste da tempo, ad un’evoluzione dell’offerta tradizionale dovuto alla sempre maggiore richiesta di vivere l’evento artistico in prima persona: assistere alla creazione dell’opera d’arte partecipando a seminari e workshops, come già avvenuto con i cinque corsi di produzione di carta “Washi” tenuti in Villa Agostini.

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