Come si legge nel 2° Piano Regionale dei Trasporti del Veneto (PRT), il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale del Veneto (SFMR) è un sogno: il viaggiatore si sposta da un punto all’altro del territorio servendosi di più mezzi pubblici, utilizzando sempre e soltanto un solo titolo di viaggio, stazioni dotate di aree per agevolare l’interscambio con gli autobus e le auto, partenze dei treni ogni 15 minuti sincronizzati con il servizio pubblico locale.

La sua realizzazione è suddivisa in 4 distinte fasi di attuazione,

  • prima fase: Venezia, Padova, Castelfranco e Treviso fino a Quarto d’Altino;
  • seconda fase: Monselice – Padova, Vicenza – Castelfranco – Treviso, Treviso – Conegliano, Quarto d’Altino – Portogruaro e la nuova linea che collega l’aeroporto Marco Polo di Venezia;
  • terza fase: Mira Buse – Adria, Chioggia – Adria – Rovigo, Rovigo – Monselice, Vicenza – Schio, Bassano – Cittadella – Camposampiero, Bassano – Castelfranco, Montebelluna – Castelfranco, Montebelluna – Treviso, Treviso – Portogruaro, Padova Interporto – Piove di Sacco – Chioggia;
  • nella quarta fase è prevista l’estensione del SFMR alle cosiddette Aste di adduzione: Vicenza – Verona, Bassano – Trento, Montebelluna – Feltre – Belluno e Conegliano – Vittorio Veneto – Ponte nelle Alpi – Calalzo.

Previa la sottoscrizione di un accordo di programma con l’allora Ministro dei Trasporti Carlo Bernini, la Regione ottenne dal CIPE, nel dicembre 1995, un contributo di 330 miliardi di lire, pari al 50% dell’investimento previsto per la realizzazione del SFMR.

Seguono la redazione del progetto esecutivo approvato dalla Conferenza di servizi nel gennaio 1999 e le gare per l’appalto dei lavori relativi ai primi due lotti della prima fase di attuazione (tratte Padova – Castelfranco e Castelfranco – Salzano). Nel settembre 2001 assegnarono con gara l’appalto del lotto Mogliano – Treviso e Mestre – Mira Buse. I lavori dei primi due lotti sono stati consegnati nel 2001. E poi cosa è successo?

La costruzione ha avuto diversi intoppi, difficoltà nell’individuare la collocazione delle stazioni. I lavori sulle linee sono progrediti ma non ancora completati. Più o meno ultimate la Padova-Castelfranco, la Mestre-Treviso, la Mestre-Padova, la Mestre-Quarto d’Altino, la Mestre-Castelfranco. A livello di infrastrutture rimane da realizzare il nodo della Gazzera, presso Mestre.

Se al completamento delle linee comprese nella prima fase del progetto non manca molto, l’attuale problema riguarda i treni che dovranno correrci sopra. Quelli di Trenitalia non bastano per mettere in piedi il servizio. E’ per questo che la Regione ha deliberato, nel 2010, l’acquisto di 23 nuovi treni, con un’opzione per altri 7. Ai primi di dicembre dello stesso anno è partito l’ordine di acquisto, poi bisogna mettere in conto i tempi di consegna e perciò forse nel 2014 si potrà parlare del SFMR. Diciannove anni per realizzare la prima fase del progetto, di questo passo dovremmo attendere altri sessant’anni per il completamento della seconda, terza e quarta fase del SFMR!

Per concludere è interessante notare che l’intera programmazione del 2° Piano Regionale dei Trasporti si basa su dati ISTAT 1991.

Sorge una domanda spontanea, le rilevazioni e le elaborazioni necessarie alla programmazione da allora sono state aggiornate? Non risultano aggiornamenti intervenuti in questo periodo, il nuovo PRT è già vecchio prima che si realizzi la sua applicazione, è una fotografia ingiallita del Veneto degli anni ’80. Se una programmazione di settore viene elaborata senza svolgere ex post, delle verifiche dei risultati, se non si adottano le conseguenti misure correttive, essa si riduce ad un mero esercizio teorico, inutilmente costoso. 

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