Immerso nel parco romantico di Villa Agostini si trova l’oratorio, oggi intitolato alla Beata Vergine del Rosario, più volte ridenominato nella sua lunga storia. Si presenta come un piccolo edificio a pianta rettangolare in stile neoclassico, dal quale si alza un campanile quadrangolare con tetto in rame, a forma di cupola. Il prospetto principale è allineato al muro di cinta del giardino, affacciato sulla pubblica via, una porta aperta allo spirito di coloro che vivevano in villa e degli abitanti delle Colombere in Cusignana.

La facciata della “chiesetta” é architettata su quattro colonne doriche complete di basamenti e capitelli, questi ultimi sormontati da un architrave e da un timpano. Completano la composizione una piccola finestra ovale, ricavata nel timpano, un rosone più elaborato posto sopra la porta d’ingresso, la cornice della stessa, le due finestre che si aprono tra le colonne e le due panche in pietra alloggiate subito sotto.

  

All’interno della “chiesetta” il soffitto é decorato a stucchi, sul quale é rappresentata l’Assunzione di Maria, caratterizzata dal celeste del cielo e dal bianco delle figure, plasmate in un delicato rilievo. La figura della Vergine é ritratta mentre salendo al cielo, porge un rosario a S. Giovanni Battista e riceve l’alloro da un Angelo. San Giovanni è raffigurato con le sembianze del fanciullo e quelle del discepolo che regge con la mano sinistra il Vangelo e con la destra la palma.

Secondo le notizie storiche riportate nell’Archivio Parrocchiale di Cusignana, nel 1572 Girolamo e Alessandro Tiretta costruiscono un oratorio nel parco della villa di proprietà, dedicandolo a S. Giovanni Battista. Trascorre tutto il ‘600 in mancanza di altre annotazioni e giungiamo al 22 settembre 1726, quando il Vescovo Zacco consacra la nuova chiesa di Cusignana e soggiorna in paese due giorni, durante i quali trova il tempo per visitare l’oratorio di Villa Tiretta, a quell’epoca ancora dedicato a S. Giovanni Battista. Questo primo edificio andò distrutto verso la metà del ‘700.

Il 1747 é probabilmente l’anno nel quale l’oratorio viene ricostruito con le forme attuali e dedicato all’Assunta. Nel 1792 i Tiretta cambiano nuovamente l’intitolazione da Assunzione a Sant’Antonio da Padova, per non generare confusione con l’omonima sagra estiva della Pieve di Cusignana.

 

Trascorrono diversi anni ed il 1 ottobre 1837, si registra la visita pastorale del Vescovo Sebastiano Soldati, che si reca presso l’oratorio Assunzione di Maria della famiglia Agostini, giudicandolo “molto bello e ben tenuto”. Il 12 marzo 1858, si chiede al Vescovo, di celebrare messa e di ottenere l’indulgenza plenaria, nell’oratorio divenuto Agostini nel 1818.

Durante la I^ Guerra mondiale il 4/6 novembre 1917, la chiesa di Cusignana viene occupata dai soldati. Da questo momento fino alla Pasqua del 1818, la messa si celebra negli oratori di San Rocco e in quello della B. V. del Rosario di Villa Agostini. Nel 1925, il Vescovo Longhin visita l’oratorio constatando i danneggiamenti inflitti dalla guerra, e l’avvio del suo restauro.

Ci piace ricordare che dall’inverno del 1943 alla fine della guerra, questo spazio è stato utilizzato come studio da Bepi Mazzotti. Una delle personalità di maggior spicco della cultura veneta contemporanea, fu storico dell’arte, scrittore, fotografo, giornalista, alpinista. Secondo le testimonianze, proprio in questo periodo il Mazzotti ha impresso un forte impulso allo studio e alla catalogazione delle Ville Venete.

“…bisogna almeno trovare il modo di rallentare al massimo la distruzione di un mondo in cui siamo nati e vissuti, che ci ha nutrito e che potrebbe continuare a nutrirci spiritualmente…” 

Bepi Mazzotti 1970

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