Cinquecento anni di storia di Villa Agostini Tiretta e dell’azienda agricola Le Colombere che la circonda. Un’avventura affascinante documentata nell’archivio di Stato di Venezia. Nell’articolo “Millecinquecentosesantuno: la contesa dell’acqua” pubblicato in questo portale, abbiamo raccontato la controversia che vide opposti il cavalier Battista Tiretta ed i Frati della Certosa di S. Maria e Gerolamo del Bosco del Montello. Questi ultimi lamentavano una portata d’acqua insufficiente per il funzionamento del loro mulino, situato ai piedi del Montello in località Nervesa, provocata a loro giudizio, dal boccaruol in Selva del Montello, la derivazione d’acqua realizzata dal cavalier Tiretta.

Da origine al contenzioso ed al ricorso presentato dai Frati direttamente al Senato in Venezia, la concessione della Brentella a ca’ Tiretta, documento che pubblichiamo di seguito, completo della trascrizione, curata dalla dott.ssa Viola Carini.

“1562, die jovis quinto mensis martii. Congregato honorabili collegio spectabilium dominorum deputatorum super aquis Plavicellae de mandato spectabilium dominorum presidentium ipsius collegii in thalamo palatii abitationis spectabili domini vicarii ad praesentian spectabilis et excellentis doctoris domini Nicolai de Guertiis dignissimi vicarii vicepresidentis ac locumenentis clarissimi domini Andreae Cornelio pro illustrissimo ducali dominio Venetiarum dignissimi potestatis et capitanei tarvisii (…) Noi Aurelio Solico et Francesco Cambio dottori et Francesco

Gandin nodaro, deputati presidenti sopra l’officio delle aque in questo territorio et suo spettabile collegio, essendo per debito del officio nostro et esecution di parte presa in questo collegio, andati a veder più volte et far esperentia como et in che luogo et con quanta portione di acqua si possi accomodar il luogo del magnifico cavalier Tiretta in villa de Cusignana alla Columbara como nella suplica, refferiamo tutti concordi aver veduto et considerato esso luogho situato nelle ville del Montello ma lontanissimo da ogni acqua, ita che a volervela condure si fa strada de tre miglia di paese in circa, como per livellationi fatte et esperentia anchora sia visto, la qual conduttura sarà di gran benefitio a tutto quel paese, per esser del tutto privo di acqua, et assai cortili se ne valerano di abbeverar et altri si può creder se ne farano con questa comodità, da che ne risulterà pubblico beneficio senza danno considerabile di alcuno. Onde per oppinione et giudicio nostro dicemo la quantità di acqua a commodo di abbeverar tanto paese et adimpimento della concessione precaria over gratia di esso magnifico cavalier dover esser di tre onze e meza in luse per quadro fatto in una pietra viva con un cerchio de ferro incassato et ben commesso ita che non si possa versar più altra acqua.”

Ai giorni nostri, troppo spesso, chi deve decidere se autorizzare un’opera pubblica, non esce in sopralluogo per sincerarsi di persona dello stato dei luoghi. Di diverso avviso, i dottori Aurelio Solico e Francesco Cambio, accompagnati dal notaio Francesco Gandin, si recarono più volte in Selva del Montello e in località Columbara, l’attuale azienda agricola Le Colombere. Essi verificarono la veridicità della supplica del cavalier Tiretta, indicarono la soluzione al problema della siccità che colpiva duramente quelle aree e come leggeremo nella prossima pagina del manoscritto, evitarono di compromettere il vitale servizio a coloro che risiedevano a valle.


“Il qual boccaruol sia fatto a ritto filo del alveo sulla Brentella superior del Montello in villa de Selva a man destra venendo in giù della strada che passa avanti il cortivo de messer Zambattista Bassanin nodaro, con un perfilo di pietra viva, a ciò non si possi né levar né abbassar il livello de quella, né restringer, né ristagnar l’acqua più di quello è al presente.”

Il Collegio delle acque della Piavesella pone complete e chiare regole che il privato, in questo caso il Tiretta, dovrà seguire nella costruzione del nuovo canale. La concessione viene rilasciata, ma a precise condizioni, alcune particolarmente gravose per il Tiretta, e come in uso allora a carico dei suoi discendenti. Il Collegio stabilisce infatti che: “Le quali tutte cose siano fatte a spese di esso magnifico cavalier, il qual abbi etiam carico di far tener l’arzere per quanto tien tutta detta strada et pertinientie sue inconcio, ita che non derivi più acqua della ditta Brentella in quel nuovo alveo, etiam che fosse bisogno far un ponte a ciò li carri non roddano l’arzere di essa brentella nè possi essere alterata né guastata né impedita dal conduttura di acqua da alcuna persona sotto pena di lire 25 toties quoties, et se per esso magnifico cavalier, il che non pensamo, over sui successori, fosse alterato il detto boccaruol, over rotti li argeri, siano puniti in doppia pena, riservate tutte le giurisditione et autorità di questo spettabile Collegio et sui deputati (…)”.

Perciò si autorizza la nuova derivazione, si nomina diretto responsabile il Tiretta per la sua corretta gestione, d’altra parte il Colleggio si riserva tutti i poteri al fine di garantire un’accorta regimazione delle acque:


“secondo le occorentie delli tempi et massime per l’utilità publica la quale si deve preponer a tutte le private affittioni.

Qua scriptura lecta et considerata posita fuit pars quod at provetur oppinio ipsorum spectabilium dominorum presidentium descricta in ipsa scriptura et gratia concessa praedicto magnifico D. (domino) Baptistae Tireta Equiti sit et Intelligatur de quantitate et cum omnibus condictionibus in ipsa supra scipta scittura expressis et declaratis.

Qua pars bollata in ipso collegio capta fuit per omnes decem ballotas prosperas, nulla in contrarium existente. (…)”.

E’ vero, sono passati circa cinquecento anni da quel giorno ma, pensiamo per un attimo come sono definite le concessioni di un pubblico servizio oggi. Non trovate ad esempio che le concessioni autostradali sono sbilanciate a favore del privato?

Secondo gli esperti, i cittadini pagheranno la superstrada veneta tre volte:

-       la durata della concessione alla spagnola SiS é stimata in almeno 47 anni, in luogo dei 30 anni della media europea;

-       l’importo dei lavori é incerto come è incerto il prezzo che la Regione Veneto dovrà versare in conto gestione al privato;

-       per quanto riguarda il prezzo del pedaggio, esso si sta già rivalutando, ad un tasso pari all’inflazione annua, aumentato del 10%.

Si salvi chi può!

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