“La preparazione delle materie prime necessarie alla fabbricazione di fogli di carta artigianale washi storicamente in Giappone era un’occasione di aggregazione.  A questo lavoro partecipavano le famiglie del paese che si riunivano per comunicare e tramandare le antiche tradizioni”.

A partire dal 1995 amici, artisti italiani e stranieri hanno partecipato al progetto della scuola della carta washi. Enrico Agostini e Stephan Koehler presero ispirazione dalla tradizionale coltivazione del gelso che fino al 1977 in questa parte del Veneto era largamente utilizzato per l’alimentazione dei bachi da seta e per la produzione di piccoli manufatti artigianali. Enrico e Stephan avevano già lavorato insieme e raccolto molte sfide (Stealing Diamond – Venezia 1986). Il primo passo lo fece Stephan inviando 200 gelsi (Kozo, gelso della carta) dal Giappone. Venne effettuato un campo prova di circa 2500 mq. dove furono  piantati i gelsi giapponesi (Kozo)  insieme a piante di Mitsumata e Tororo (ibiscus della colla). Dopo aver constatato il successo della coltivazione vennero invitati a Villa Agostini, Kiyoji Yamamoto, maestro washi, che viaggiò per la prima volta in Europa all’età di 80 anni per trasmettere la sua arte. Il maestro fu accompagnato da Teruo Katayama, fabbro, Miao Ikaua, giardiniere. Il gruppo di lavoro, in stretto contatto con Devis Zanatta e gli artigiani di Cusignana in breve tempo, organizzò un laboratorio completo. Furono fabbricati una vasca di grandi dimensioni, un torchio modificato per l’occasione, un essicatore e altri attrezzi in legno.

Da allora il laboratorio-scuola prosegue ciclicamente la sua attività. L’ultimo corso si è svolto nel dicembre del 2009.
La scuola della carta ha avuto importanti riconoscimenti, tra cui :
Tallone Editore di Torino
Museo della carta di Fabriano

FASI DELLA PREPARAZIONE DELLA CARTA WASHI

La fibra viene ricavata dalla corteccia dei rami di gelso di un anno. La raccolta avviene tra novembre e dicembre per i seguenti motivi:
- le piante sono in un periodo di riposo;
- in Giappone come da noi,  in questi mesi l’attività nei campi è meno intensa;
- la fibra si stacca più facilmente.

I rami di gelso, una volta tagliati, vengono cotti a vapore per circa 2 ore.

Successivamente la fibra viene separata e ripulita mediante coltelli non affilati.

A questo punto il prodotto che si ottiene può essere essiccato e conservato. Se invece si decide di passare alla fase successiva della preparazione si procede bollendo la fibra per un’ora e mezza con l’aggiunta di bicarbonato di sodio.  La fibra ammorbidita e sbiancata è ora pronta per essere lavata accuratamente e quindi battuta con martelli di legno su lastre di granito fino ad essere ridotta in poltiglia.

La fibra viene spezzettata e mescolata all’acqua. La colla, sia artificiale che naturale (quest’ultima estratta dalla pianta Tororo), viene aggiunta e mescolata.

L’operazione  viene svolta con l’aiuto di uno strumento (Mazé) in bambù a forma di pettine, per ottimizzare la miscela.


I fogli di carta si formano costruendo una sorta di trama e ordito con un telaio di bambù realizzato dai maestri Giapponesi.

I fogli vengono sovrapposti e messi sotto torchio per una notte.

Il giorno successivo ogni foglio viene staccato e asciugato sull’apposito essicatore.

Il giorno successivo ogni foglio viene staccato dalla risma e asciugato sull’apposito essicatore. L’intero processo nelle sue fasi ha una durata minima di 3 giorni. Buon lavoro!

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