Il Premio letterario Giovanni Comisso, giunto quest’anno alla XIX Edizione, nasce a Treviso nel 1979, per opera di un gruppo di amici dello scrittore, con una prima edizione dedicata alla narrativa, alla quale si aggiunse fin dal 1981, una sezione dedicata alla biografia. E’ uno dei Premi letterari di maggior prestigio nazionale, con riconosciuta continuità in termini di rigore e qualità culturale.

Il Premio è indetto per iniziativa dell’Associazione Amici di Comisso, presieduta oggi da Neva Agnoletti. Sostengono il Premio la Regione Veneto, la Provincia di Treviso, il Comune di Treviso, la Camera di Commercio, Unindustria Treviso ed altri privati.

L’Associazione Amici di Giovanni Comisso, oltre al premio letterario, nel passato ha dato vita al Premio Comisso Ragazzi, destinato alle scuole medie superiori italiane e un’edizione, nel 1996/97, del Premio Comisso Internazionale, destinato agli studenti di lingua italiana iscritti nelle Università straniere.



I lavori della Giuria tecnica della XXVI Edizione del Premio, si svolsero nel salone di Villa Agostini. Come ricorda Nico Naldini: ci trovammo ai piedi della scalinata di Villa Agostini, una bella scalinata di mattoni di cotto, esposti al sole e alle stagioni, trasformati in materia viva, che salimmo per andare a discutere e dar corso ai lavori della Giuria.

Con piacere ricordiamo gli illustri componenti della Giuria tecnica, presieduta da Giorgio Pullini:

Fernando Bandini; Cino Boccazzi; Gian Antonio Cibotto; Rolando Damiani; Antonio Debenedetti; Giancarlo Marinelli; Alessandro Meccoli; Anna Modena; Nico Naldini; Sergio Perosa; Olga Visentini; Francesco Zambon; Renzo Zorzi.

Per la categoria narrativa, dopo un vivace e stimolante confronto la Giuria tecnica, tra le numerose opere presentate, come di consueto ne selezionò tre: “Il passato davanti a noi” di Bruno Arpaia (Ugo Guanda Editore SpA), “L’idea di perderti” di Giorgio Montefoschi, (RCS Libri SpA Rizzoli), “Troppi Paradisi” di Walter Siti (Edizioni Einaudi). La terna di opere designata per questa categoria venne presentata alla Grande Giuria.

“Il passato davanti a noi” narra una storia di ragazzi e ragazze che crescono negli anni settanta in un paesino del Sud. Racconta una generazione e un pezzo di storia dal di dentro, quasi in presa diretta, e allo stesso tempo in un serrato corpo a corpo, con la memoria propria e altrui.

“L’idea di perderti”: una donna giovane, Cristina, irrompe nella vita di due uomini maturi, Paolo e Bernardo. Paolo è architetto, Bernardo un pittore che vive fra New York e Roma e, presto, conoscerà il successo. L’amore per la “donna giovane” influisce prepotentemente anche se in maniera diversa, sui destini dei due uomini.

Con “Troppi paradisi” Walter Siti – l’autore, non il personaggio; ma dopotutto sia l’autore che il personaggio – ha scritto un’opera di grande attualità. La vera protagonista del libro è l’aria del tempo: un’aria che scioglie i sentimenti, le cose, i gesti, per trasformarli in immagini mediatiche, riproducibili e commerciabili.

Nell’ambito della sezione biografia, superarono la selezione: “Amanti e Regine” di Benedetta Craveri (Adelphi Edizioni Spa), “Possiedo la mia anima” di Nadia Fusini (Arnaldo Mondatori Editori), “Lo stregone” di Sandro Gerbi e Raffaele Liucci (Edizioni Einaudi).

In “Amanti e Regine” é affrontata una questione centrale nel corso di tutto l’Ancien Régime: quella legata al potere delle donne. Per secoli è stato infatti predicato che affidare a una donna una qualsivoglia responsabilità di governo fosse “cosa ripugnante alla natura, sovvertimento del retto ordine e di ogni principio di giustizia”. Eppure questo potere a loro ostinatamente sottratto, le donne se lo sono arrogato, vanificando di fatto le leggi e le consuetudini. Lo dimostrano le storie di Caterina de’ Medici, Maria Antonietta, Diana di Poitiers e tante altre.

“Possiedo la mia anima” facendo parlare il diario, i romanzi, le lettere, i frammenti memoriali, ricrea l’intero mondo di Virginia Woolf: dalla Kensington natale, vittoriana e altoborghese, alla vita nuova nel quartiere bohémien di Bloomsbury, dalla battaglia femminista al pacifismo, alle posizioni rivoluzionarie sulla letteratura, sull’arte, sull’etica.

“Lo stregone” affronta la figura di Montanelli attraverso la sua sterminata produzione giornalistica, le sue opere a stampa e una miriade di fonti archivistiche finora inesplorate. La grande firma del “Corriere della Sera” è tuttora oggetto di animate discussioni, i suoi lavori sono costantemente ristampati e opinionisti di ogni tendenza ricorrono alle sue sferzanti battute.

La mattinata nel salone di Villa Agostini trascorse rapidamente, gli esperti della Giuria tecnica confrontarono le proprie valutazioni delle opere, motivandone la scelta ai membri della Grande Giuria che, nel settembre successivo, votarono un titolo per la sezione narrativa ed uno per la biografia.

All’ora di pranzo, gli addetti ai lavori ed il pubblico, scesero la scalinata, per accomodarsi ai tavoli apparecchiati nella barchessa di ponente. Le conversazioni, da quel momento divennero squisitamente conviviali.

Per conoscere i premiati della XXVI Edizione e per ottenere tante altre informazioni, Vi invitiamo a digitare il seguente link: premiocomisso.it

Villa Agostini si candida ad ospitare le selezioni del Premio Comisso del prossimo 2011, perciò ci auguriamo di vedervi presto, salviamo Villa Agostini!

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