La Commissione Europea, tramite il Piano Juncker, sblocca 2 miliardi per la Superstrada Pedemontana Veneta e la terza corsia della Venezia-Trieste. Si tratta di fondi a garanzia dei finanziamenti delle banche al concessionario.

La Superstrada Pedemontana s’ha da fare. Anzi – visto che i lavori del tratto vicentino e bassanese sono ampiamente in corso -, s’ha da continuare.
Garantisce il Piano Juncker: il maxi intervento della Commissione Europea, che prende il nome dal suo presidente, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, e che si pone l’obiettivo di rilanciare la crescita e l’occupazione in Europa. A Bruxelles è stato creato allo scopo il FEIS, acronimo di Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. Non si tratta di un grande bancomat da cui attingere per finanziamenti diretti, bensì di uno strumento che si pone a garanzia dei finanziamenti concessi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI). In altre parole: BEI e FEI finanziano le opere e il Fondo del Piano Juncker, con le somme messe a garanzia, ne assume in parte il rischio. (…) Perché ne parliamo? Perché tra le opere che la Commissione Europea ha ritenuto finanziabili – nella prima “tranche” di suddivisione della grande torta del Piano Juncker – c’è proprio la Superstrada Pedemontana Veneta.
Come riferito per primo dal Sole24Ore e rilanciato in seconda battuta dal Gazzettino, il Piano garantirà infatti due miliardi di euro entro il 2015, in forma di garanzia alle banche tramite la BEI, per finanziare due progetti infrastrutturali nel Nordest: la SPV appunto e la terza corsia dell’autostrada A4 Venezia-Trieste di Autovie Venete.
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