E’ tempo di forconi anche se con l’impulsività e la rabbia non si risolvono i problemi. Comunque noi di Salviamo Villa Agostini pensiamo che la buona memoria accompagnata dalla determinazione di far valere i propri diritti presso le istituzioni competenti sia la via migliore. Per la difesa del bene storico-culturale di Villa Agostini pendono un ricorso al Tar del Veneto, che riguarda l’illegittimità del progetto preliminare della superstrada, mentre avanti il Tar del Lazio verrà discusso quello per eccesso di potere della P.A. e la conseguente illegittimità del progetto definitivo. Perché questa ferma opposizione ad un progetto pubblico/privato? perché siamo rompiscatole? oppure perché apparteniamo a quella cultura che aprioristicamente dice di no al cambiamento? no alla Superstrada Pedemontana?

La risposta a questi interrogativi è semplice, da circa otto anni, in tutte le sedi appropriate, tramite osservazioni, pareri dell’Università di Agraria di Padova e progetti affidati ad ingegneri abbiamo cercato d’istaurare con il committente dell’opera, la Regione del Veneto, un confronto tecnico per studiare nel dettaglio le migliori soluzioni per non impattare direttamente sul compendio storico-culturale di Villa Agostini. Nel tratto di attraversamento della proprietà, per uno sviluppo di circa un chilometro, nel 2006 proponemmo un flesso del tracciato per aggirare l’area vincolata. Il progetto alternativo permetteva tra l’altro un risparmio sul costo di quel discusso chilometro di 1,5 milioni di euro, oltre alla chiusura del contenzioso ed alla pronta approvazione del progetto definitivo. Ma la risposta fu di stampo squisitamente burocratico, non si poteva modificare il preliminare perché avrebbe comportato la riapertura della Valutazione d’Impatto Ambientale. Una cosa l’abbiamo capita, i funzionari hanno il terrore della Valutazione d’Impatto Ambientale e di tutte quelle occasioni che potrebbero anche solo lontanamente dare spazio al confronto con le diverse istanze provenienti dalle realtà locali e alla conseguente condivisione delle scelte, salvo poi trovarsi con un progetto inadeguato e la gente inferocita.

Nel 2010 è avvenuta la stessa cosa, nuovi tentativi di porre al centro della questione la conoscenza del territorio attraversato e le migliori soluzioni applicabili, si sono scontrate contro il muro della burocrazia! Il definitivo del 2010 pur rimanendo perlopiù sovrapponibile dal punto planimetrico al precedente, proponeva importanti modifiche altimetriche, ampi tratti in trincea per circa due terzi della lunghezza totale dell’opera. A seguito di ciò il tratto in attraversamento del compendio di Villa Agostini veniva riprogettato in trincea e in galleria artificiale. Tale soluzione permetteva notevoli risparmi, non tanto per la committenza ma, per il gestore, che contabilizzava gli inerti ottenuti dagli scavi per 6,30 euro/mc. contro un valore di mercato all’epoca di circa 14 euro/mc.. Oggi, probabilmente la sostenibilità economica di questa voce del piano economico dell’opera è ancora possibile, anche se il margine del gestore si è azzerato, il metro cubo di inerte da scavo vale sul mercato 5-6 euro/mc..

Alla luce di quanto detto con quale spirito possiamo ascoltare le dichiarazioni del Predidente Zaia e della Regione Veneto di questi ultimi giorni?

(Adnkronos) 10.12.2013 “La verità – ha spiegato il presidente – è che questa superstrada costa centinaia di milioni di euro in più rispetto alle previsioni, perché abbiamo voluto accogliere fino all’ultima istanza delle amministrazioni e di chi comunque ha presentato istanze. Quando nacque il progetto, la Pedemontana Veneta era semplicemente un nastro d’asfalto sul piano campagna. Oggi, in virtù di tutta una serie di emendamenti, si trasforma in una superstrada in trincea e per il 60-70% sparisce dal piano campagna. L’idea originaria era quella di scavare e con la ghiaia pagare i lavori. Oggi le cose sono cambiate e la ghiaia non vale più nulla, non ha mercato, è un rifiuto che non sappiamo dove portare. E’ un sacrificio che abbiamo voluto fare per ricordare che la Superstrada Pedemontana è un’opera storica per il Veneto: cento km. di nastro d’asfalto non si fanno più da tempo”.