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SPV, SVINCOLO PER BRUXELLES

La Commissione Europea, tramite il Piano Juncker, sblocca 2 miliardi per la Superstrada Pedemontana Veneta e la terza corsia della Venezia-Trieste. Si tratta di fondi a garanzia dei finanziamenti delle banche al concessionario.

La Superstrada Pedemontana s’ha da fare. Anzi – visto che i lavori del tratto vicentino e bassanese sono ampiamente in corso -, s’ha da continuare.
Garantisce il Piano Juncker: il maxi intervento della Commissione Europea, che prende il nome dal suo presidente, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, e che si pone l’obiettivo di rilanciare la crescita e l’occupazione in Europa. A Bruxelles è stato creato allo scopo il FEIS, acronimo di Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. Non si tratta di un grande bancomat da cui attingere per finanziamenti diretti, bensì di uno strumento che si pone a garanzia dei finanziamenti concessi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI). In altre parole: BEI e FEI finanziano le opere e il Fondo del Piano Juncker, con le somme messe a garanzia, ne assume in parte il rischio. (…) Perché ne parliamo? Perché tra le opere che la Commissione Europea ha ritenuto finanziabili – nella prima “tranche” di suddivisione della grande torta del Piano Juncker – c’è proprio la Superstrada Pedemontana Veneta.
Come riferito per primo dal Sole24Ore e rilanciato in seconda battuta dal Gazzettino, il Piano garantirà infatti due miliardi di euro entro il 2015, in forma di garanzia alle banche tramite la BEI, per finanziare due progetti infrastrutturali nel Nordest: la SPV appunto e la terza corsia dell’autostrada A4 Venezia-Trieste di Autovie Venete.
bassanonet.com

PEDEMONTANA VENETA, L’INDAGINE UE CONTINUA

L’eurodeputato Andrea Zanoni risponde a Silvano Vernizzi

MONTEBELLUNA – “Altro che archiviazione, le indagini della Commissione europea sulla Pedemontana veneta continuano eccome”. Lo fa sapere Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, in risposta all’annuncio dell’archiviazione del fascicolo da parte dell’ingegner Silvano Vernizzi apparso su alcuni articoli della stampa locale.

“La Commissione europea mi ha confermato che non sembra violata la direttiva Ue 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale visto che la documentazione negata tecnicamente sarebbe definita come informazione contrattuale, quindi non coperta dalla suddetta direttiva.

Tuttavia sono ancora in corso gli accertamenti di Bruxelles su tutte le altre possibili violazioni, a partire dalla Direttiva 2011/92/UE sulla valutazione dell’impatto ambientale, proseguendo con la Direttiva 92/43/CEE Habitat e la Direttiva 2000/60/CE sulla qualità dell’Acqua, per finire con quella 2004/18/CE sulle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi”.

OGGI Treviso

PEDEMONTANA VENETA: L’UNIONE EUROPEA CONTINUA A INDAGARE

In seguito all’interrogazione scritta, presentata da Andrea Zanoni (IdV) lo scorso ottobre, “nel novembre 2011 la Commissione ha avviato un’indagine su un’eventuale violazione delle disposizioni della direttiva 2003/4/CE” sull’accesso pubblico all’informazione ambientale del progetto Pedemontana veneta.

Dopo aver ricevuto la risposta delle Autorità italiane, la Commissione, nell’agosto 2012, ha chiesto ulteriori chiarimenti. “La Commissione deciderà sul seguito da dare all’indagine dopo aver ricevuto ed esaminato la risposta successiva attesa dalle Autorità italiane”.

Questa è la risposta del Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik alla seconda interrogazione presentata lo scorso 23 luglio da Zanoni sulla possibile violazione delle direttive comunitarie ambientali e di accesso all’informazione del progetto della Pedemontana veneta, la superstrada a pedaggio che parte da Montecchio Maggiore (Vicenza) e arriva a Spresiano.

La Commissione è in attesa anche di informazioni circa “l’impatto ambientale del progetto che non sarebbe stato valutato in violazione delle direttive 85/337/CEE (impatto ambientale, nda) e 92/43/CEE (conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nda)” e “l’applicazione della direttiva 2000/60/CE” (quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, nda) per verificare che “piani di gestione dei bacini idrografici d’Italia siano conformi alle norme della direttiva riguardanti lo stato chimico e quantitativo delle acque sotterranee”.

Comunicato Stampa On. Andrea Zanoni 15/09/2012

LA SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA AL VAGLIO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

L’On. Andrea Zanoni, nel corso della sua interrogazione rivolta alla Commissione Europea, il 20 ottobre scorso, ha informato circa l’avvio della costruzione della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta: “Un’opera ad altissimo impatto ambientale che, secondo il progetto esecutivo, dovrebbe essere ultimata entro il 2016 e collegare Montecchio Maggiore (Vicenza) a Spresiano ( Treviso). Questa grande infrastruttura dal faraonico costo di circa 2,5 miliardi di euro si snoderà per un percorso  di quasi 95 chilometri per attraversare l’area a maggior densità urbana del Nord Est, interessando nel suo corso ben 38 comuni.

I lavori di esproprio per la realizzazione di questo grande progetto sono iniziati lo scorso dicembre 2010 e riguardano circa 2.800 aziende agricole e piccoli proprietari. (…)” Zanoni ha affrontato poi uno dei punti essenziali della questione, vale a dire le procedure mese in atto dal Governo e dalla Regione del Veneto per limitare l’accesso ai relativi atti amministrativi e la democratica partecipazione non solo della popolazione, ma anche da parte dei Comuni e di tanti Consiglieri delle opposizioni provinciali e regionali: “Per tacitare le opposizioni dei comuni, nel 2001 il Governo ha promulgato la legge obiettivo che toglieva loro il diritto di veto e nell’agosto del 2009 nominava un commissario straordinario per l’emergenza traffico. (…)”. L’Europarlamentare ha approfondito tale aspetto facendo presente all’Assemblea che: “Comitati  e associazioni nonostante le ripetute richieste rivolte al commissario straordinario e alle autorità regionali venete, non hanno mai potuto venire a conoscenza del piano economico finanziario e della convenzione relativa al progetto definitivo su cui si basa l’opera”. L’On. Andrea Zanoni ha concluso il suo intervento formulando due stringenti quesiti.

“La Commissione:  1) non ritiene che il sistematico rifiuto delle competenti autorità, nel fornire i documenti, sia in manifesta violazione dell’art. 3 della direttiva 2003/4/CE che garantisce la libertà di accesso al pubblico alle  informazioni relative  all’ambiente in possesso delle autorità pubbliche, condizione primordiale per permettere un controllo trasparente e democratico?

2) Non ritiene che il progetto della Pedemontana veneta, sia in clamorosa controtendenza rispetto alle grandi linee tracciate dalla  Commissione nel suo nuovo Libro Bianco sui trasporti  (COM (2011) 144), che  prevede espressamente di prediligere il trasporto su rotaia rispetto a quello su strada?”