Posts Tagged ‘grandi opere’

DDL MADIA, ADDIO TERRITORIO ITALIANO

Riprendiamo una notizia dello scorso agosto, forse passata in sordina, la tutela del paesaggio e dei beni storico artistici, potrebbe passare dalle Soprintendenze al potere esecutivo. “Il più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica – recitava il manifesto firmato da un gruppo di intellettuali tra cui Settis, Montanari, Stajano, Fo e sottoscritto da più di 23mila persone lo scorso luglio -. Anzi, l’attacco finale e definitivo”.

All’indomani dell’approvazione del decreto il mensile Altreconomia ha intervistato Tommaso Montanari, storico dell’Arte all’Università di Napoli. Che si dice “molto pessimista”.
Professor Montanari, perché il Ddl Madia rappresenta il “più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica italiana. Anzi, l’attacco finale e definitivo”?
Perché un potere tecnico (quello delle soprintendenze, una sorta di magistratura del territorio e del patrimonio) che rispondeva solo alla legge, alla scienza e alla coscienza da oggi confluisce nel potere esecutivo. Se il governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso. Addio territorio italiano. (…)

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DON ALBINO BIZZOTTO IN SCIOPERO DELLA FAME PER L’AMBIENTE

Dal 16 agosto Don Albino Bizzotto, sacerdote vicentino di 74 anni, ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la speculazione finanziaria e le grandi opere che distruggono il territorio.

(…) Dal 16 agosto, Don Albino ha cominciato uno sciopero della fame. “Vivrò in un camper all’interno del cortile dell’associazione, in modo che tutti possano vedermi. Non mangerò. Sarò seguito da un medico: berrò solo un po’ di acqua e, quando sarà necessario, assumerò qualche polverina di integratore. Niente altro”.

La sua protesta parte da un ragionamento di fatto: “L’ambiente e il territorio sono diventati i luoghi di maggiore speculazione finanziaria: la Terra, che ci ha generato, è ormai considerata una cosa e non un organismo vivente. Ma la situazione è fuori controllo. Solo in Veneto dal 1990 al 2000 la superficie agricola è diminuita di 279.830 ettari, cioè del 21,5%; mentre il consumo del suolo per urbanizzazione e infrastrutture varie è di 1382 ettari l’anno, pari cioè a 3,8 ettari al giorno. Siamo sopra a un vulcano”. (…)

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