Di Giuliano Rizzi

Veduta aerea del complesso architettonico di Villa Agostini

Il decreto ministeriale di attribuzione di interesse particolarmente importante del 1925 si rivolge al complesso architettonico ed al giardino circostante.

Il valore architettonico è dato dalla stupefacente misura delle proporzioni giocate fra i corpi di fabbrica; il ritmo tripartito fra casa e barchesse; il rapporto 1:2 della facciata centrale a sua volta tripartita dalla struttura dell’edificato, al modo del gotico veneziano; il peso compositivo dello scalone di accesso al piano della residenza dove si “celebra” la trifora che consente al Salone di spalancarsi alla prospettiva della campagna coltivata.

L’attenzione del presente articolo, invece, si rivolge alla vicenda agricola di questo luogo, nella sua continuità temporale, come evento iniziato presumibilmente nella seconda metà del XV secolo da una famiglia di nobili trevigiani che ritengono necessaria la diretta presenza sui fondi e ne decidono una profonda ristrutturazione.

I Conti Tiretta risultano essere stati elevati, per ragioni politiche, dai Carraresi sulla fine del XIV secolo; si ha notizia che nel 1450 furono ammessi al collegio dei Nobili di Treviso.

A tutt’oggi non si è reperita documentazione sull’origine della proprietà e sull’inizio dei lavori di innovazione gestionale che vede il trasferimento, anche solamente stagionale, della presenza abitativa. L’evento architettonico suggerisce una collocazione a cavallo dei secoli XV e XVI; di qualche decennio dovrebbe precedere la riorganizzazione del fondo.

E’ il 1680 quando l’agrimensore Giovanni Battista Spinelli viene incaricato dalla Serenissima di misurare le terre coltivate e rilevare lo stato delle “cose” per l’applicazione dei tributi. Sono rilevati, riportati e numerati in mappa i confini di proprietà. La rilevazione è accompagnata dalla descrizione dello stato dei luoghi che viene raccolta in appositi “libretti dei perticatori” dove la identificazione viene completata con la indicazione delle proprietà confinanti.

Estratto dalla rilevazione Spinelli 1680

Al numero 49 leggiamo Nobile Signor Alvise Tiretta brollo seratto di muro APV et parte PP con il Pallazzo sopra et casa colonica tutta di coppi) confina levada Reverendissima Habbatia di Nervesa et Reverendissimo del Duomo di Treviso et Nobile Signor Tiretta, mezzodì et pomerigio strada et tramontana terra di questa ragione cioè il Padre a carta 174 et A.P.V. carta 24 et 243 et li cortili con li fondi della case et horti carta 2 tutto… Il Pallazzo domina la sua azienda che si estende a levada, mezzodì, sera e tramontana.

Trentadue anni dopo (1712) un altro agrimensore, Zuanne Rizzi, riceve il medesimo incarico; abbiamo precedentemente visto la rappresentazione della Villa con il corpo centrale emergente, lo scalone, le barchesse e la torre colombaia “sul lato di sera”

Estratto dalla rilevazione Rizzi 1720

La Villa è al mappale103 che il Rizzi così descrive: Il Nobile Signor Gio. Batt Tiretta, ha un corpo de beni dalla qualità et quantità come segue cioè

Prima la casa ossia Palazzo Dominical con suo cortivo et brolo prativi arativi et videgà che non si stima

Confina a mattina Nobile Signor Gerolamo Tiretta a Mezzodi l’Abbazia di Nervesa e strada comunale a monte detto Nobile Sig. Gio. Batt. Col numero 103A in loco detto alle Colombere nel qual Corpo di Terra vi è la Casa da Coloni, Affitta: Antonio Zanatta.

Fra i proprietari compare un altro Tiretta, Giobatta; la presenza di famiglia alle Colombare si espande mentre si conferma il perimetro attorno al Palazzo Dominical

Estratto dal Catasto Napoleonico

Il successivo catasto napoleonico di inizio secolo XIX avvia il disegno del territorio sostanzialmente come lo vediamo riprodotto ancora oggi. Nel sommarione si registrano con ordine i mappali iscritti a Tiretta Giuseppe. In quel di Cusignana si ufficializza un evento agricolo che con i suoi cinquecento anni di anzianità conferma prepotentemente la architettura organizzativa e gestionale dell’impianto che vuole la casa dominicale, Villa Agostini appunto, come ombelico nevralgico.

Salviamo Villa Agostini!!!

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